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Sanità Puglia, l’abisso dei conti: un buco da 460 milioni. Battista (Futuro Nazionale): “Vent’anni di fallimenti”

La sanità pugliese si trova nel pieno di una tempesta finanziaria che rischia di travolgere i servizi essenziali per i cittadini. L’ombra del “buco” di bilancio, stimato intorno ai 460 milioni di euro, sta proiettando la Regione verso lo spettro di un nuovo piano di rientro, con il conseguente rischio di aumento delle aliquote fiscali (Irpef e Irap) e il blocco del turnover per il personale sanitario.

Nonostante i tentativi della giunta regionale di giustificare il disavanzo con l’aumento dei costi energetici e le spese sostenute per i farmaci innovativi, i dati della Corte dei Conti e i monitoraggi ministeriali dipingono un quadro critico: la Puglia continua a soffrire di una cronica debolezza nella medicina territoriale, costringendo migliaia di pazienti alla cosiddetta “migrazione sanitaria” verso le regioni del Nord. Un paradosso per una regione che, negli ultimi vent’anni, ha visto una continuità politica che avrebbe dovuto garantire stabilità e programmazione.

In questo scenario di profonda incertezza, interviene con durezza Francesco Battista, esponente di Futuro Nazionale Vannacci, che punta il dito contro l’attuale gestione amministrativa, sottolineando come il debito record sia solo la punta dell’iceberg di un sistema al collasso.

L’affondo di Francesco Battista

Secondo Battista, la situazione attuale è il risultato inevitabile di un ciclo politico ormai esaurito. «Vent’anni di gestione del centrosinistra hanno prodotto debiti e cittadini senza cure», esordisce l’esponente di Futuro Nazionale.

«Il buco da 460 milioni di euro emerso nella sanità pugliese rappresenta l’ennesima prova del fallimento politico e amministrativo del centrosinistra che governa la regione da oltre vent’anni», spiega Battista. «Per anni si è parlato di eccellenze e riforme, ma oggi i numeri raccontano una realtà diversa: conti fuori controllo, liste d’attesa interminabili e cittadini costretti a rinunciare alle cure o a spostarsi fuori regione per ricevere assistenza sanitaria adeguata».

L’analisi di Battista prosegue evidenziando le cause strutturali della crisi: «Il disavanzo milionario non è un episodio isolato ma la conseguenza diretta di una gestione economica inefficiente, fatta di scelte politiche sbagliate, sprechi e mancata programmazione strutturale. Il centrosinistra ha avuto due decenni per costruire una sanità moderna ed efficiente. Invece lascia in eredità debiti pesantissimi e un sistema che non riesce più a garantire un diritto fondamentale come quello alla salute. A pagare sono sempre i cittadini, soprattutto le famiglie e i più fragili».

La richiesta di trasparenza

Di fronte alla gravità dei numeri, la proposta di Futuro Nazionale è quella di un azzeramento delle logiche attuali per fare spazio alla chiarezza contabile.

«Chiediamo un’immediata operazione di trasparenza sui conti sanitari regionali e una revisione profonda della spesa superando definitivamente un modello amministrativo che ha dimostrato tutti i suoi limiti», conclude Francesco Battista. «Non servono più slogan ma responsabilità politica e un cambio di rotta radicale per restituire ai pugliesi una sanità efficiente, sostenibile e realmente al servizio delle persone».

Mentre il dibattito politico si infiamma, resta l’urgenza di risposte concrete per i pazienti pugliesi, stretti tra i tagli lineari necessari a coprire il disavanzo e il diritto costituzionale a ricevere cure tempestive e di qualità.

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Redazione
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