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La lotta allo sfruttamento lavorativo nel settore agricolo compie un passo avanti decisivo sul piano dell’accoglienza e della dignità abitativa. Nell’ultimo Decreto Pubblica Amministrazione, il Governo ha introdotto una misura da 150 milioni di euro provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), destinati alla riconversione di immobili pubblici in alloggi decorosi per i lavoratori agricoli stranieri.
Il provvedimento nasce per risarcire il definanziamento dei progetti originariamente inseriti nel PNRR e accoglie una specifica istanza presentata dalla Regione Puglia al Commissario straordinario per il superamento dei ghetti, il generale Maurizio Macioce.
Una vittoria per la Puglia e per il modello “Puglia Accogliente”
L’intervento è stato accolto con forte favore dall’amministrazione regionale pugliese, da sempre in prima linea nel contrasto all’emergenza abitativa legata alle campagne di raccolta stagionale.
«Il provvedimento risponde a una richiesta avanzata da Regione Puglia al Commissario Macioce dopo il definanziamento dei progetti PNRR e va nella direzione percorsa dalla nostra amministrazione con la misura Puglia Accogliente», ha dichiarato l’assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia, Silvia Miglietta.
L’assessora ha poi sottolineato il valore strategico dell’housing sociale come strumento preventivo e sanzionatorio alternativo alle sole forze dell’ordine:
«La nostra esperienza ci insegna che lo sfruttamento nei campi non si combatte solo con i controlli, ma si contrasta principalmente sottraendo ai caporali la leva del ricatto abitativo».
Dal ghetto di Mezzanone al superamento definitivo degli insediamenti informali
La Puglia rappresenta un banco di prova strategico a livello nazionale ed europeo per le politiche di inclusione e rigenerazione rurale. Nel territorio pugliese insiste infatti il più grande ghetto d’Europa, una realtà informale che la Regione intende azzerare definitivamente sfruttando l’intesa con le istituzioni centrali.
L’obiettivo è dare seguito e stabilità alle iniziative già intraprese con il villaggio di Mezzanone e con la rete delle foresterie regionali per ibridi lavorativi.
A tal fine, la Regione avvierà nei prossimi giorni un confronto diretto con il commissario Macioce per definire i criteri operativi ed essere tra i principali enti beneficiari delle risorse stanziate.
Il piano d’azione: riuso di caserme dismesse ed ex mattatoi
Per evitare consumo di suolo e lungaggini burocratiche, la strategia regionale punta sul recupero del patrimonio immobiliare pubblico già esistente e in stato di abbandono nei centri urbani o nelle immediate vicinanze delle zone rionali.
Tra i principali target individuati figurano:
Ex caserme dismesse, da anni inutilizzate nei centri urbani.
Ex mattatoi comunali, collocati spesso in posizioni logisticamente strategiche.
Una sfida integrata: accoglienza dei migranti ed emergenza abitativa locale
La visione proposta dalla Regione Puglia non mira a creare quartieri ghetto né soluzioni segregate o emergenziali. La vera sfida politica e urbanistica sta nel trasformare questi interventi in un’opportunità di integrazione complessiva per l’intera comunità.
«La sfida politica — conclude Miglietta — è fare in modo che questi immobili non diventino nuovi ghetti o luoghi di concentrazione e separazione, ma siano ripensati come risposta abitativa integrata capace di conciliare l’esigenza di accoglienza dei lavoratori migranti con l’emergenza abitativa che riguarda l’intera collettività. È questa l’unica strada per costruire legalità, dignità e inclusione reale».











