HomeCulturaMusiche e storie del territorio a Carpino in Folk 2026: apertura dedicata...

Musiche e storie del territorio a Carpino in Folk 2026: apertura dedicata al Pensiero Meridiano

Prende il via oggi a Carpino la nuova edizione di Carpino in Folk 2026, rassegna che da anni intreccia musica popolare, identità e cultura del territorio. Il tema guida di quest’anno è “Pensiero Meridiano. E le storie che ci attraversano”, un chiaro richiamo all’elaborazione teorica di Franco Cassano per guardare al Mezzogiorno non come periferia in ritardo, ma come luogo portatore di una propria visione del mondo basata sulle relazioni, la convivenza e la pluralità mediterranea.

La serata inaugurale di questa sera (con inizio alle ore 21:00 in piazzetta Padre Pio) propone un intenso momento di riflessione. Attraverso la presentazione di due opere editoriali e un concerto finale, la memoria e la narrazione del Sud diventeranno le vere protagoniste del palcoscenico.

Storia e immaginario cinematografico: i due libri al centro del dibattito

La prima parte del programma vede dialogare due volumi che esplorano il Mezzogiorno da prospettive complementari: la storia delle idee e la forza delle immagini.

  • “Meridionalismo e meridionalisti” di Michele Eugenio Di Carlo (Edizioni del Poggio): il testo ripercorre un secolo di dibattito attorno alla questione meridionale. Attraverso il pensiero di figure chiave come Pasquale Villari, Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini e Antonio Gramsci, l’autore analizza come il divario tra Nord e Sud incida da sempre sull’equilibrio civile, economico e democratico dell’intero Paese.

  • “Paesaggi cinematografici del Gargano” (Andrea Pacilli Editore): curato da Teresa Maria Rauzino, Michele Eugenio Di Carlo e Claudia Zilletti, il libro nasce dall’esperienza della Carta di Calenella. L’opera esplora il modo in cui il cinema ha raccontato e custodito il territorio garganico, mostrando come il paesaggio non sia una semplice scenografia, ma un elemento vivo capace di generare significato, mito e appartenenza.

Entrambi gli apporti si inseriscono nel cuore del festival per offrire chiavi di lettura lontane dagli stereotipi e capaci di restituire la complessità del Mezzogiorno contemporaneo.

L’omaggio a Matteo Salvatore: le ballate del cantastorie di Carpino

La seconda parte della serata si sposta sul piano strettamente musicale con il tributo a Matteo Salvatore, figura simbolo della memoria popolare pugliese e cantore degli ultimi, dei braccianti e della civiltà contadina.

L’omaggio scaturisce dal volume Matteo Salvatore. 40 ballate. Analisi. Visioni. Edizione critica (Malatesta Editrice, 2025), opera di ricerca curata da Nicola Contegreco. Sul palco, a dare voce e suono alle quaranta ballate storiche dell’artista, sarà lo stesso Nicola Contegreco al pianoforte, affiancato dall’interpretazione vocale di Roberta Palumbo e dalle percussioni di Lello Basile.

Un momento concertistico che chiude il cerchio della serata d’apertura, trasformando l’analisi storica e i paesaggi narrati in voce, musica e partecipazione collettiva.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Redazione
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img