Con il suggestivo spettacolo del “Gran Galà alla corte di Federico II” si è chiusa ufficialmente la nona edizione del Palio delle Botti Trofeo “Città del Primitivo”, che l’1 e 2 agosto 2026 ha trasformato il centro storico di Gioia del Colle in un affollato e vivace villaggio medievale, tra botteghe artigiane, punti di ristoro, musica e tanta allegria. Tra rievocazioni storiche, cortei in abito d’epoca, degustazioni guidate del pregiato vino Primitivo e mercati d’artigianato, la manifestazione si è confermata come uno degli appuntamenti identitari più attesi dell’estate pugliese.
A livello agonistico, il momento clou ha visto l’emozionante trionfo delle Tenute Chiaromonte, che si sono aggiudicate il cencio 2026 (realizzato dall’artista Francesca Pastore) spuntandola al fotofinish dopo un duello serrato con le Cantine Polvanera, vincitrici dell’edizione precedente.
Nell’ambito delle altre competizioni del programma:
“Piccoli spingitori crescono”: successo dell’associazione “Il Tasso”, premiata con il cencio dell’artista Fabiana Flace.
“Corsa dei Giullari”: vittoria del quartiere “Porta Maggiore”.
“Botte più bella”: riconoscimento artistico assegnato all’opera di Sergio Gatti.
Per analizzare il successo di questa edizione e scoprire i progetti futuri, abbiamo scambiato alcune battute con Claudio Santorelli, presidente dell’associazione organizzatrice e direttore artistico dell’evento.
L’intervista al presidente Claudio Santorelli
Presidente Santorelli, si è appena conclusa la nona edizione del Palio delle Botti. Qual è il bilancio di questo intenso weekend a Gioia del Colle?
«È stata un’edizione davvero straordinaria. I riscontri positivi e le tantissime attestazioni di stima che stiamo ricevendo in queste ore ci riempiono di orgoglio e ripagano appieno i grandi sforzi organizzativi messi in campo. Il Palio è una manifestazione entrata ormai nel cuore dei gioiesi e non solo: anche quest’anno abbiamo aperto le porte della nostra città a migliaia di visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e da diversi paesi europei.»
Oltre all’aspetto agonistico e alle sfide tra gli spingitori, la risposta del pubblico è stata altissima anche per le attività collaterali. Quanto conta l’offerta culturale?
«Conta moltissimo. La qualità degli eventi proposti si è tradotta in un grande successo di partecipazione diffusa. Non abbiamo registrato il tutto esaurito soltanto per le due serate di gare nel centro cittadino, ma anche per le visite guidate al nostro Castello normanno-svevo, per la masterclass dedicata al vino Primitivo e per i laboratori nelle masserie didattiche realizzati in stretta collaborazione con Coldiretti. È la dimostrazione che il turismo esperienziale e culturale funziona benissimo quando valorizza le eccellenze del territorio.»
Qual è il segreto dietro la crescita di questa manifestazione negli anni?
«Oggi possiamo raccontare il successo di un’intera comunità. Le sinergie e le collaborazioni instaurate nel tempo con enti, aziende locali, gruppi di rievocazione storica, artisti, istituti scolastici e associazioni hanno reso il Palio un potente attrattore turistico per Gioia del Colle. Desidero rivolgere un ringraziamento di cuore a tutti loro, agli amici della città gemellata di Manciano e, soprattutto, ai tantissimi volontari senza i quali nulla di tutto questo sarebbe possibile.»
Guardiamo al futuro: quali sono i prossimi passi in vista del traguardo dei dieci anni del Palio?
«Spenti i riflettori sull’edizione 2026, siamo già proiettati al decennale. Il Palio delle Botti 2027 si terrà il 31 luglio e il 1° agosto 2027. Subito dopo aver partecipato con la nostra delegazione al Palio di Manciano, daremo ufficialmente il via alla macchina organizzativa per la decima edizione. Siamo animati dal grande desiderio di affinare e migliorare alcuni aspetti della manifestazione e di darle ulteriore slancio con nuove idee e progetti ambiziosi. Non ci resta che dare appuntamento al prossimo anno per scrivere, ancora una volta insieme, un’altra bellissima pagina della nostra storia.»












