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Un nuovo episodio di sangue ha scosso la città di Vieste, dove nel pomeriggio di ieri si è verificata una sparatoria che ha visto come vittima il 35 operativo Danilo Notarangelo. L’uomo, figura già nota agli inquirenti, è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco mentre si trovava nei pressi di un market locale. L’episodio ha immediatamente generato il panico tra i passanti e i residenti della zona.
La dinamica dell’agguato e le condizioni del ferito
Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli inquirenti, i sicari avrebbero aperto il fuoco colpendo Notarangelo in due punti vitali: al braccio e all’addome. Secondo la ricostruzione un proiettile avrebbe trapassato il braccio, con un foro di entrata ed uno di uscita, mentre resta ancora da valutare con precisione la gravità del danno agli organi interni.
Immediato l’intervento del personale del 118, che ha prestato le prime cure sul posto. Data la delicatezza del quadro clinico, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso per il trasporto d’urgenza in ospedale. Al momento, le condizioni del 35enne restano sotto osservazione da parte dei medici.
Il profilo della vittima: i legami con il clan Notarangelo
Il nome di Danilo Notarangelo non è nuovo alle cronache giudiziarie della provincia di Foggia. L’uomo è infatti il cugino di Angelo Notarangelo, soprannominato “Cintaridd”, lo storico boss di Vieste assassinato in un feroce agguato di mafia nel gennaio del 2015.
Questo legame di parentela pone l’accento sulla possibile matrice criminale dell’episodio, sebbene nessuna pista sia al momento esclusa dalle autorità.
Indagini in corso: si cercano i responsabili
Le Forze dell’Ordine hanno prontamente transennato l’area del market per permettere alla Scientifica di effettuare i rilievi balistici. Gli investigatori stanno lavorando su due fronti principali: Immagini di videosorveglianza: Analisi dei filmati delle telecamere pubbliche e private presenti nella zona per individuare il tragitto dei sicari. Testimonianze: Raccolta di informazioni da parte dei presenti per ricostruire l’esatta dinamica della sparatoria.
Attualmente non è stato ancora chiarito il movente, ma l’ipotesi di un’azione mirata legata a regolamenti di conti nel contesto della criminalità organizzata locale resta una delle più accreditate.











