Torna il Festival di Letteratura Civile “Parole per la Libertà”, un festival lungo e diffuso che quest’anno, il quarto anno, si svolgerà sul tema “Transizione ecologica, transizione delle Culture. Verso un nuovo umanesimo dei Popoli” all’interno del progetto regionale triennale 2025/2027.
Venticinque Comuni in quasi tutte le province pugliesi, e una gestazione di nove mesi per la nascita di una comunità educante, un luogo in cui confrontarsi e crescere discutendo di diritti civili, libertà politiche e religiose, legalità, ambiente, sostenibilità, immigrazione e parità di genere, nuove tecnologie e percorsi di pace. Un progetto di Welfare Culturale che si rivolge a tutti e tutte con un particolare riguardo agli studenti e alle studentesse degli istituti secondari di primo e secondo grado. E’ la scuola, infatti, uno dei punti di forza del festival che trasforma le ore di educazione civica in uno spazio di ascolto e condivisione.
Un programma di attività intrapreso già con la pubblicazione del libro su “Don Tonino Bello” a cura di Sabino Zinni e che seguirà con quello sulle “Radici Letterarie della Costituzione Italiana” a cura di Trifone Gargano, per poi affrontare la frontiera Natura e come essa possa essere elemento di sviluppo possibile e sostenibile, nonché il dedalo di situazioni legate al Disagio Giovanile ed alla Povertà Diffusa.
La presentazione del Festival si è tenuta nella Sala Giunta del Palazzo di Città di Bari, con gli interventi di Vito Antonio Loprieno presidente ERF Edizioni, Paola Romano assessora alle Culture del Comune di Bari, Michele Patruno sindaco di Spinazzola e Luca Lopomo sindaco di Crispiano.
“La quarta edizione del Festival di Letteratura Civile proseguirà sulla strada che abbiamo tracciato sin dal primo anno – ha dichiarato Vito Antonio Loprieno, presidente di ERF Edizioni – e dunque promuovere, attraverso la lettura, temi di grande interesse civile e sociale che investono la nostra società. Mai come in questi terribili giorni, dove le guerre ci mostrano il lato peggiore del genere umano, sentiamo il dovere di affrontarli insieme con i nostri ragazzi e le nostre comunità, e avvertiamo la necessità di rafforzare le straordinarie parole positive della nostra costituzione: libertà, ripudio della guerra, uguaglianza, rispetto della vita. Valori irrinunciabili e disponibili per tutti, ma non riconosciuti da tutti”.
Dalla Costituzione ai diritti civili, dalla difesa dell’ambiente all’uguaglianza di genere, dalla legalità al diritto ad un futuro inclusivo, si confermano i temi dei libri e degli incontri che il Festival porterà nelle scuole e nelle periferie della regione, mettendo in connessione generazioni diverse per incontrare bisogni di welfare diversi.
“Il tema delle nuove tecnologie e del futuro, che è già qui, avrà una parte importante nel festival – ha continuato Loprieno – Un tema che pone a tutta la società contemporanea gli stessi interrogativi. Lo sviluppo vorticoso e superveloce dell’Intelligenza artificiale, in assenza di regole ben definite, dal sicuro valore etico, espongono l’umanità a rischi incontrollati. Pensiamo ad esempio all’utilizzo dell’AI nelle guerre attuali”.
“Ringrazio ERF Edizioni per il lavoro portato avanti in tutti questi mesi di costruzione della rassegna e per l’impegno civile quotidiano, in un tempo in cui svolgere questo ruolo è sempre più complesso – ha dichiarato Paola Romano, assessora alle Culture del Comune di Bari -. Sono due gli aspetti che mi preme sottolineare: il primo è che questo festival è significativo in quanto lavora sulla prossimità. Una ricerca di Eurostat, infatti, racconta che un italiano su due non ha mai vissuto un’esperienza culturale, non solo per una questione economica ma perché si sente escluso. “Parole per la libertà”, a tal proposito, è una risposta chiara a questa forma di “esclusione”, portando temi articolati nelle scuole e nelle piazze in una forma assolutamente accessibile, grazie a uno straordinario lavoro di preparazione. Il secondo aspetto riguarda la connessione tra passato e presente: un lavoro a cura di un’università inglese dice che, in caso di escalation militare, quattro grandi realtà che si occupano di intelligenza artificiale giungerebbero a un’escalation nucleare, questo perché l’intelligenza artificiale non ha un’etica, è solo uno strumento e per questo fa di tutto per raggiungere il proprio obiettivo, che è vincere e basta. Per questo – ha concluso l’assessora – diventa essenziale, ancor di più in questo tempo, un nuovo umanesimo che orienti l’AI. Ecco perché dobbiamo ringraziare una volta in più i promotori del festival”.












