HomeCulturaMichele Zarrillo, i tre concerti in Puglia: una voce e mille emozioni

Michele Zarrillo, i tre concerti in Puglia: una voce e mille emozioni

Ci sono artisti che, arrivati a una certa età, realizzano di non avere più la creatività di un tempo e di avere detto e dato quello che sentivano nell’anima. È guardarsi indietro, fare due conti e tirare le somme: si va avanti un po’ per inerzia, e si campa di rendita. Questo assunto non ha alcun valore per Michele Zarrillo, il cantautore romano di origini lucane che in tre giorni ha tenuto concerti a Martina Franca, Lecce e Bari (al Palatour di Bitritto), registrando sold out e ovazioni di pubblico. L’organizzazione “Aurora Eventi” ha puntato con fiducia sul musicista, incurante del rischio che comportavano le tre date consecutive.

E successo è stato. Zarrillo ha voluto celebrare i 30 anni di vita di “L’elefante e la farfalla”, title track e album del 1996, e così ha intitolato un tour che sta facendo tappa nelle maggiori città: è anche l’occasione per ripercorrere 50 anni di onorata carriera. Michele ha cominciato a suonare negli anni ’70 nelle cantine, per poi fondare un suo gruppo, i Semiramis: erano gli anni del progressive rock, le cui influenze arrivavano d’oltremanica coinvolgendo band come la Premiata Forneria Marconi e il Banco del Mutuo Soccorso. Nello stesso ambito Zarrillo fa parte del Balletto di Bronzo per cominciare poi la carriera da solista, vincendo a Castrocaro nel 1979 e a Sanremo nel 1987, nella categoria Nuove Proposte. Da allora ha scritto autentici capolavori (per sé ma anche per Ornella Vanoni, Renato Zero, Loretta Goggi) che hanno riscosso ampi consensi di pubblico e critica. La sua voce inconfondibile rivela grande abilità tecnica e una notevole estensione che gli consente di spaziare fra vari generi. I suoi testi, mai banali, sono frutto di ricerca profonda e accurata: vanno dritti al cuore, suggerendo emozioni e suggestioni di rara sensibilità: puliti, essenziali, e perfettamente inseriti nel contesto musicale. Chi sommariamente definisce Zarrillo un cantante melodico non ha fatto i conti con il suo primitivo spirito rock. E nel corso dello spettacolo (seguito al Palatour) il cantautore dimostra tutto il suo amore per il rock, innovando e proponendo con nuovi arrangiamenti le sue splendide ballad; ed è proprio questo il valore aggiunto dei suoi concerti. Qua e là si notano strizzatine d’occhio al blues, al jazz (si è anche esibito anni fa con Danilo Rea e Stefano Di Battista) e al rhythm & blues, sempre con discrezione e accortezza. Le canzoni ne risultano arricchite e vivono di nuova vita. Dopo una prima parte in cui stabilisce il contatto giusto con il pubblico (non ce n’è bisogno in verità: sono tutti già connessi), con “Vivere e rinascere”, “Le occasioni dell’amore”, “Mani nelle mani”, Zarrillo tira fuori una versione rivisitata de “La notte dei pensieri” con un finale da brividi: imbraccia la chitarra elettrica e si lancia in un assolo strepitoso degno dei migliori chitarristi rock. E non sarà l’unico nel corso della serata. Ma la raffinatezza stilistica si nota ancor più quando il cantautore siede al pianoforte: “L’acrobata” e “L’alfabeto degli amanti” sono intensamente liriche, con l’aggiunta delle note del violino. Le emozioni sembrano non finire e ci si sente toccare nel profondo, con l’amore sempre presente in tutte le sue sfumature: “L’amore che resta”, “L’amore vuole amore”, “L’amore ancora esiste?”, ma anche le struggenti “Una rosa blu” e “Cinque giorni”, nonché’ la splendida “Ragazza d’argento”, proposta con un arrangiamento tonificato.

Michele sul palco è instancabile, semina energia: l’infarto che lo ha colpito nel 2014 è un lontano ricordo. In chiusura arriva la tanto attesa “L’elefante e la farfalla”, arrivata solo undicesima al festival di Sanremo del 1996: è una apoteosi, con tutta la forza e tutto il fascino di una straordinaria delicatezza che solo un animo molto sensibile può provare.

Nell’immancabile bis Michele ha cantato “Gli angeli” e il suo ultimo singolo “Ti amo”.

Quando ci si mette l’anima e il cuore non può mancare l’abbraccio del grande pubblico.

Tra i migliori concerti dell’anno ascoltati fino ad oggi. In assoluto.

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