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Un’ennesima giornata molto difficile, quella di ieri, per gli incendi che hanno a lungo devastato il cuore dell’Alta Murgia e l’agro di Altamura fino a tarda ora. A causa di temperature estreme e forti raffiche di vento, diversi roghi si sono sviluppati contemporaneamente, minacciando aree di grande valore naturalistico e paesaggistico, come la zona del Pulo di Altamura, oltre a porzioni di pascolo e terreni agricoli.
Ecco il quadro dettagliato della situazione, con il bilancio aggiornato alle prime ore di questa mattina, la mappa delle zone colpite e l’analisi dei fattori meteorologici.
La situazione questa mattina: bonifici e sorveglianza dei focolai residui
Nelle prime ore di oggi, la situazione risulta sotto controllo grazie al massiccio lavoro di contenimento effettuato durante la notte, ma la guardia resta altissima.
Operazioni di bonifica: Le squadre di terra sono impegnate nella bonifica e nello spegnimento delle fumarole e dei piccoli focolai sotterranei che potrebbero riattivarsi con l’innalzamento delle temperature diurne.
Valutazione dei danni: I Carabinieri Forestali e i tecnici dell’ARIF stanno conducendo i primi rilievi sul campo per perimetrare l’area percorsa dal fuoco e quantificare con precisione gli ettari di macchia mediterranea, pascolo e bosco andati distrutti.
Viabilità ripristinata: Dopo i disagi e la chiusura temporanea registrata ieri lungo la Strada Provinciale 157, la circolazione è stata progressivamente riaperta e presidiata dalla Polizia Locale per garantire la sicurezza.
I focolai principali: da Località La Mena alla zona del Pulo
L’emergenza si è articolata su più fronti contemporanei che hanno messo a dura prova la macchina dei soccorsi:
Località La Mena e Fiscale: Una delle aree maggiormente colpite è stata quella rurale in località La Mena (a circa 10 km dal centro abitato di Altamura) e la vicina area di Fiscale, dove le fiamme si sono propagate rapidamente a ridosso della vegetazione secca.
Area del Pulo di Altamura: Le fiamme sono arrivate a sfiorare il Pulo, una delle doline carsiche più importanti d’Europa, minacciando la biodiversità del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
Fronte agricolo (Via Ruvo e Via Corato): Diversi roghi hanno lambito le aree coltivate. Nella fascia di via Ruvo, l’intervento tempestivo delle squadre di volontari ha permesso di salvare un secolare uliveto di circa cento piante, fermando il fuoco prima che distruggesse l’intera coltura.
La macchina dei soccorsi: canadair, elicotteri e squadre da terra
Per domare l’avanzata delle fiamme è stato necessario un dispiegamento coordinato di risorse sia aeree che terrestri:
Mezzi aerei: In alto sono stati impiegati Canadair della Protezione Civile e elicotteri della flotta regionale, fondamentali per effettuare lanci d’acqua nei punti impervi della Murgia non raggiungibili dai mezzi di terra.
Operatori sul campo: Sul posto hanno lavorato ininterrottamente i Vigili del Fuoco, gli operatori dell’ARIF (Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali), i Carabinieri Forestali e gli agenti della Polizia Locale.
Volontariato di Protezione Civile: Prezioso il contributo del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile e delle associazioni di tutela ambientale come ANPANA, impegnati nelle operazioni di contenimento diretto e supporto logistico.
Condizioni meteo e fattori di rischio
A rendere particolarmente ostiche le operazioni di spegnimento e a favorire l’innesco dei roghi è stato un quadro meteorologico critico:
Caldo da “Bollino Rosso”: L’ondata di calore in corso sta portando le temperature ben oltre i medie stagionali, essiccando drasticamente il substrato vegetale e i pascoli naturali della Murgia.
Raffiche di vento: Le forti e continue raffiche di vento registrate sulla Murgia barese hanno alimentato i fronti di fuoco, spingendo le fiamme a velocità sostenuta e rendendo imprevedibile il cambio di direzione dei roghi.
Le autorità locali e le forze dell’ordine rinnovano l’invito alla massima prudenza, ricordando di segnalare tempestivamente qualsiasi colonna di fumo ai numeri d’emergenza e di rispettare le ordinanze di divieto assoluto di bruciatura delle stoppie.











