HomeCronacaGallipoli, il caso Praja: dalla sospensione del Questore alla vendita del locale

Gallipoli, il caso Praja: dalla sospensione del Questore alla vendita del locale

Un terremoto giudiziario e imprenditoriale si è abbattuto sull’estate del Salento, segnando la fine di una delle tappe simbolo della movida giovanile italiana. La storica discoteca Praja di Gallipoli, situata in Baia Verde, non riaprirà più i battenti sotto l’attuale gestione: la proprietà ha infatti annunciato ufficialmente la chiusura definitiva dell’attività e la messa in vendita della struttura.

La decisione della società giunge all’indomani del duro provvedimento con cui le autorità di pubblica sicurezza avevano imposto uno stop temporaneo al locale nel pieno della stagione estiva.

Prima della svolta: la sospensione di 15 giorni decisa dalla Questura

A far scattare il campanello d’allarme e il successivo blocco temporaneo è stato il provvedimento d’urgenza firmato dall’8 agosto 2026 dal Questore di Lecce, Giampietro Lionetti. La licenza della discoteca era stata sospesa per 15 giorni ai sensi dell’articolo 100 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).

L’atto è giunto a coronamento di una fitta serie di accertamenti condotti dagli agenti del Commissariato di Gallipoli e dai Carabinieri:

  • Indagini per abusi e risse: Sotto la lente degli investigatori sono finiti due presunti episodi di violenza sessuale ai danni di ragazze minorenni registratisi a inizio luglio, seguiti da violenti scontro a fuoco verbale e fisico tra gruppi di giovani.

  • Irregolarità e somministrazione di alcol: Le forze dell’ordine e la Divisione PAS avevano documentato diversi episodi di somministrazione di alcol ad altissimo tasso alcolico a minorenni, oltre a numerose denunce per furti di catenine e portafogli e irregolarità sulla sicurezza interna.

  • Annullati i grandi eventi: Il blitz delle autorità in pieno agosto ha causato l’immediato annullamento di concerti e DJ set di punta, tra cui le attesissime esibizioni della rapper Anna Pepe e di Bob Sinclar.

La reazione della proprietà: “Lasciamo e mettiamo in vendita”

Se inizialmente la sospensione di due settimane sembrava dover rappresentare soltanto una parentesi amara in attesa della riapertura di fine agosto, la reazione del patron del locale, Pierpaolo Paradiso, ha stravolto lo scenario.

Attraverso dichiarazioni pubbliche e interviste rilasciate ai media, l’imprenditore ha manifestato profonda amarezza per le contestazioni ricevute, contestando parte dei rilievi legati all’operato della sicurezza privata e precisando come non vi fosse alcuna intenzione pregressa di abbandonare il Salento. Tuttavia, la portata mediatica e il peso del provvedimento hanno spinto la proprietà alla scelta più drastica: interrompere l’attività, ammainare la bandiera della Praja e mettere la struttura in vendita.

“Maturato no, in pancia non c’era niente. Anzi, c’erano progetti per il futuro… Questo è un lavoro di 18 anni, andare via da Gallipoli non era nei nostri pensieri. La delusione più grossa è prendere un sogno realizzato e lasciarlo andare” — ha dichiarato l’imprenditore.

Il futuro del divertimento notturno a Gallipoli

L’addio della Praja lascia sul campo un impatto occupazionale rilevante (il locale contava oltre 350 dipendenti tra personale fisso e stagionale) e riapre il dibattito sul modello della movida salentina. Tra il pugno duro delle istituzioni a tutela della legalità e della sicurezza dei giovani e il ridimensionamento dei grandi club della costa, il turismo d’intrattenimento a Gallipoli si trova ora di fronte a una svolta storica.

Questo video pubblicato da Antenna Sud mostra la dichiarazione ufficiale del patron della Praja, Pierpaolo Paradiso, in cui spiega le motivazioni che hanno portato la proprietà a mettere in vendita lo storico locale salentino.

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Redazione
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