HomeCronacaBari, oggi la cerimonia per ricordare l'omicidio di Gaetano Marchitelli

Bari, oggi la cerimonia per ricordare l’omicidio di Gaetano Marchitelli

In occasione del 23° anniversario della scomparsa di Gaetano Marchitelli, si è tenuta questa mattina la cerimonia di commemorazione della giovane vittima innocente di mafia, assassinata il 2 ottobre 2003.

Dopo l’incontro dedicato agli studenti, organizzato presso l’Istituto comprensivo “Giovanni Paolo II – De Marinis”, a Carbonara, da Libera Puglia in collaborazione con il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS e la Consulta delle Scuole del Municipio IV, si è svolta la consueta cerimonia promossa dall’amministrazione comunale in piazza Umberto I, presso la lapide dedicata a Gaetano Marchitelli, nel corso della quale è stata deposta una corona di fiori.

Accanto ai familiari di Gaetano Marchitelli e a un gruppo di studenti, sono intervenuti l’assessore alla Giustizia e al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone, il questore Annino Gargano, l’assessore regionale Francesco Paolicelli, la presidente del Municipio IV Maria Chiara Addabbo, il direttore del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS Alessandro Cobianchi, il referente di Libera Puglia don Angelo Cassano, il coordinatore dei Familiari di vittime innocenti di mafia di Libera Angelo Mizzi e la presidente della Consulta delle scuole del Municipio IV Annaclaudia Mastroviti.

“Ventitré anni non possono trasformare il ricordo di Gaetano in un semplice rito – ha dichiarato Michelangelo Cavone -. Gaetano Marchitelli aveva quindici anni, studiava, lavorava, aveva sogni e progetti: aveva semplicemente diritto al suo futuro, cancellato improvvisamente dalla violenza mafiosa. Ricordarlo oggi significa soprattutto parlare ai ragazzi e alle ragazze della nostra città. Dire loro che la mafia non è soltanto quella delle grandi organizzazioni criminali ma anche una dimensione culturale, fatta di prevaricazione, ricatto, paura e silenzio, che può insinuarsi nella vita quotidiana dei nostri territori. Ed è proprio lì che dobbiamo contrastarla.

Come istituzioni non arretreremo di un millimetro di fronte a chi pensa di poter sostituire la forza alle regole, la minaccia ai diritti, la prepotenza alla libertà. Fare antimafia significa anche presidiare il territorio, costruire opportunità, sostenere famiglie e impedire che un ragazzo possa vedere nella criminalità l’unica risposta possibile al proprio futuro.

Per questo ringrazio Libera e tutte le realtà e le persone che ogni giorno trasformano la memoria delle vittime innocenti delle mafie in presenza, educazione e responsabilità collettiva.

La memoria di Gaetano ci consegna un impegno fondamentale: fare in modo che nessun ragazzo debba più pagare con la propria vita la violenza e la prepotenza altrui. Su questo, come comunità e come istituzioni, non faremo mai un passo indietro”.

Gaetano Marchitelli, che aveva solo 15 anni, stava lavorando in pizzeria, come tutte le sere, per non dover gravare sulla famiglia, per mantenersi agli studi e coltivare le sue passioni quando all’improvviso, intorno alle 23, un commando criminale a bordo di un’auto iniziò a sparare all’impazzata contro un gruppo di ragazzi fermi davanti alla pizzeria. Gaetano venne colpito alla schiena da uno di quei colpi, destinati ad altri, e morì sul colpo”.

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Redazione
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