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La disciplina della morte medicalmente assistita irrompe nel dibattito politico della Regione Puglia. È stata presentata ufficialmente la proposta di legge organizzativa a firma dei consiglieri regionali di centrodestra Napoleone Cera e Marcello Lanotte, intitolata “Disciplina organizzativa del Servizio sanitario regionale per la presa in carico delle richieste concernenti la morte medicalmente assistita”.
Un testo che mira a colmare un vuoto normativo e a riorganizzare la macchina sanitaria pugliese alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, offrendo risposte chiare e percorsi omogenei ai cittadini.
L’obiettivo della legge: organizzazione, hospice e cure palliative
Come chiarito dai promotori, la proposta non intende introdurre nuovi diritti né intervenire sui principi etici generali, compito che spetterebbe al Parlamento nazionale. L’intento è puramente organizzativo: garantire la presa in carico tempestiva dei pazienti, tutelare l’obiezione di coscienza del personale sanitario e prevedere commissioni multidisciplinari per valutare i singoli casi.
Un perno fondamentale del testo riguarda la valorizzazione dell’assistenza e della terapia del dolore. Il parere del medico palliativista viene infatti considerato prioritario, stabilendo che le cure palliative debbano essere offerte dalle ASL come opzione alternativa e preferenziale. L’obiettivo dichiarato è evitare che la scelta del fine vita sia condizionata dal senso di solitudine, dall’abbandono o dalla carenza di posti negli hospice. Inoltre, la somministrazione dell’eventuale farmaco letale avverrà tramite autosomministrazione vigilata.
“Laicità e responsabilità”: l’appello alla trasversalità
Marcello Lanotte (Forza Italia) e Napoleone Cera (Lega) spiegano di essersi mossi secondo un principio di laicità positiva. La politica, sottolineano i due consiglieri, non deve esprimere giudizi di valore su cosa sia giusto o sbagliato, ma deve garantire ai cittadini le opportunità e le garanzie necessarie per esercitare la propria libertà di scelta.
L’invito rivolto all’intero Consiglio regionale è quello di affrontare la questione con maturità, evitando che una materia così sensibile si trasformi in una battaglia di appartenenza partitica o ideologica.
Le frizioni politiche: il freno della Lega con Romito
Nonostante gli appelli all’unità, l’iniziativa ha già evidenziato distinguo e tensioni all’interno dei gruppi politici. Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Fabio Romito, ha preso le distanze dalle “fughe in avanti”, chiedendo maggiore cautela e approfondimento prima di giungere al voto in Aula.
Romito ha infatti formalizzato al presidente Matarrelli la richiesta di organizzare un ciclo di audizioni e incontri aperti a costituzionalisti, medici, teologi ed esperti del terzo settore. Secondo il capogruppo leghista, su temi di tale delicatezza non devono prevalere né la fretta né la ricerca di primogeniture politiche, bensì un percorso di ascolto che consenta a tutti i consiglieri di legiferare con la massima consapevolezza.











