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Un viaggio che parte dalle viscere della Puglia per abbracciare l’intero Mediterraneo, ricucendo con il filo della musica lingue, preghiere, memorie e speranze. A quasi vent’anni dalla sua fondazione, il trio pugliese La Cantiga de la Serena firma il suo quinto lavoro discografico: “Sta strada”.
Prodotto da Radici Music Records (distribuito in Italia da Goodfellas, in Europa da I-DI GmbH e su scala globale da Believe), il nuovo album rappresenta forse il capitolo più maturo, intimo e raccolto del percorso artistico dell’ensemble. Un progetto che conferma la Puglia non solo come terra d’origine dei suoi interpreti, ma come vero e proprio ponte culturale spalancato verso l’Oriente e l’intero bacino del Mare Nostrum.
Una “Madre universale” tra terra salentina e sponde del Mediterraneo
Il titolo dell’album, espresso nel suggestivo dialetto salentino, racchiude la cifra identitaria di una ricerca etnomusicale che dura dal 2008. “Sta strada” è l’itinerario spirituale e sonoro intrapreso dai tre fondatori del gruppo:
Fabrizio Piepoli (canto, saz, tamburi a cornice), voce e autore pugliese, docente di Canto e Musiche tradizionali al Conservatorio di Lecce;
Giorgia Santoro (flauto, bansuri, low whistle, arpa celtica, sajat), flautista e compositrice salentina, docente al Conservatorio di Monopoli e direttrice artistica del festival Il Cammino Celeste;
Adolfo La Volpe (oud, chitarra classica), polistrumentista, compositore e figura di spicco della scena jazz e tradizionale.
Nei dodici brani che compongono la tracklist, il trio dà forma al mito e alla figura di una Madre universale: Vergine protettrice dei naviganti, presenza consolatoria per chi parte e guida sicura per chi tenta il ritorno. Il confine tra la dimensione sacra e quella terrena si assottiglia fino ad annullarsi, facendo sì che ogni madre del Mediterraneo finisca per rispecchiarsi nelle altre.
Le sonorità del disco: dal dialetto barese al griko della Grecìa Salentina
L’album si distingue per una ricchezza linguistica e stilistica straordinaria. I brani sono cantati in ladino, arabo, greco, italiano, genovese e nei diversi dialetti del Mezzogiorno d’Italia.
Il legame con la Puglia è il cuore pulsante del disco:
“Madonna de lu vinde” è un brano inedito in dialetto barese con testo e musica originali composti dallo stesso trio.
Ampio risalto è dedicato al Salento con la title track “Sta strada”, insieme a “Matonna te lu mare” (di Giuseppe Marangio) e “La Vergine Maria”.
La chiusura dell’album è affidata a “Klafsete”, brano cantato in griko, la lingua ellenofona ancora oggi custodita e tramandata nella Grecìa Salentina.
Il repertorio spazia poi verso la Calabria (“Riturnella”), la Basilicata (“Na via di rose” di Claudio De Vittorio), la Liguria (“La bella növa”), fino alle sponde sefardite (“Salgash madre”, che fonde strofe in salentino e ladino), al rebetiko greco (“Ime prezakias”), ai ritmi algerini (“Sidi h’bibi”) e al Libano, con lo strumentale “Tsarka” del compositore Rabih Abou-Khalil.
Ospiti di prestigio per un’opera collettiva
Per impreziosire questo affresco sonoro, La Cantiga de la Serena ha riunito attorno a sé nomi di spicco del panorama musicale italiano e internazionale. Tra i protagonisti troviamo Pino De Vittorio, tra le voci e gli interpreti più autorevoli del repertorio antico del Sud Italia, e il virtuoso francese Michel Godard, maestro riconosciuto del serpentone.
Fondamentale anche l’apporto dei talenti salentini: Roberto Chiga alle percussioni e tamburello, Stefano Rielli al contrabbasso e Vincenzo Grasso ai clarinetti.
La Puglia come snodo sonoro del Mediterraneo
Dopo i successi dei precedenti lavori — “La Serena” (2016), “La Fortuna” (2019), “La Mar” (2021) e “La Novia” (2023) — con “Sta strada” La Cantiga de la Serena ribadisce la propria visione artistica: il Mediterraneo non è una barriera geografica o un confine da tracciare, ma una trama aperta di storie e linguaggi. Un luogo dell’anima in cui la tradizione pugliese dialoga ad armi pari con le altre culture del mare, dimostrando come radici lontane possano riconoscersi e fondersi in un’unica, intensa voce.











