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Foggia, maggioranza in pezzi sul Piao: Fratelli d’Italia attacca e chiede il ritorno alle urne

A Foggia a Palazzo Dogana si consuma l’ennesimo capitolo di una stabilità politica mai davvero conquistata. La coalizione di campo largo che sostiene la sindaca Maria Aida Episcopo rischia di scivolare in un punto di non ritorno a causa del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao). Durante l’ultima seduta dell’esecutivo cittadino, infatti, si è registrata una frattura profonda: cinque assessori appartenenti alle componenti di centrosinistra — Alice Amatore e Davide Emanuele per il Partito Democratico, la vicesindaca Lucia Aprile e Simona Mendolicchio per il Movimento 5 Stelle, e Luigi Iorio per il Partito Socialista Italiano — si sono opposti all’approvazione del documento.

La spaccatura sul Piao, che al suo interno comprende la programmazione e il fabbisogno del personale dell’ente, riaccende le frizioni interne alla giunta, profilando persino lo scenario di una possibile revoca delle deleghe ai rappresentanti dissenzienti. Un clima di tensione che fa seguito ad altri momenti critici vissuti dall’amministrazione, come l’uscita dalla compagine di governo dell’ex assessora Daniela Patano e la parentesi delle dimissioni rassegnate a giugno dalla prima cittadina.

Sulla vicenda è intervenuto in maniera perentoria il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Foggia, attaccando la tenuta politica del campo largo e sollecitando un azzeramento dell’esperienza amministrativa.

La posizione di Fratelli d’Italia Foggia

Nella nota inviata dalla sede cittadina di Fratelli d’Italia, il partito definisce quanto sta accadendo come «l’ennesima puntata della sceneggiata iniziata in primavera», ricordando la gestione delle dimissioni estive poi rientrate.

Analizzando l’attuale equilibrio in Giunta, l’opposizione sottolinea che «la maggioranza che guida Foggia non è più in grado di governare la città, e forse non lo è mai stata». Secondo FdI, le forze di maggioranza «non hanno nulla in comune se non la spartizione degli incarichi e, soprattutto, non hanno uno straccio di progetto condiviso per la città».

A far discutere è la natura dello scontro: «A spaccare l’alleanza non è una grande visione sul futuro di Foggia, ma un documento come il Piao, che assorbe anche il Piano triennale del fabbisogno del personale». Per il centrodestra, «litigare su un atto di programmazione ordinaria, con la sindaca che avrebbe evocato prima le dimissioni e poi le revoche, restituisce la misura di uno spessore politico ridotto ai minimi termini».

Il partito pone poi l’accento sui problemi irrisolti della comunità foggiana: «Come può affrontare gestione dei rifiuti, sicurezza, rilancio del commercio, decoro, manutenzione strade e marciapiedi e servizi chi non riesce nemmeno a trovare un accordo su come organizzare gli uffici del Comune?». Sullo sfondo rimangono i nodi legati alla vita quotidiana, «tra baby gang, serrande abbassate e quartieri senza risposte, mentre i partiti del campo largo si contendono deleghe e poltrone».

La valutazione finale di Fratelli d’Italia è netta: «Non è governo, è sopravvivenza: un equilibrio precario che regge finché nessuno alza la voce e si incrina ogni volta che si passa dalle formule ai fatti». Di qui l’esortazione a decretare il termine della consiliatura: «Si prenda atto che questo progetto è fallito e si torni subito al voto, per restituire ai foggiani un governo credibile, stabile e finalmente capace di mettere al centro il futuro dei cittadini».

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