Argomenti dell'articolo
Un confronto approfondito per tracciare la rotta della transizione industriale nel polo brindisino e definire le strategie per la riqualificazione professionale del capitale umano. La VI Commissione regionale, presieduta da Annagrazia Angolano, si è riunita in una seduta interamente dedicata all’aggiornamento sullo stato di avanzamento della riconversione del sito Versalis nella nuova Gigafactory Eni Storage Systems.
L’audizione, promossa dalla consigliera Isabella Lettori (Pd), ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni regionali e locali, vertici aziendali, organizzazioni datoriali e rappresentanze sindacali, ponendo al centro la pianificazione dei percorsi di formazione, la salvaguardia dei lavoratori dell’indotto e l’integrazione con il sistema della ricerca territoriale.
Il progetto industriale: accumulatori stazionari e 1.000 posti di lavoro a regime
La riconversione nasce dalla joint venture tra Eni (tramite Eni Industrial Evolution) e Fib (Gruppo Seri Industrial), che darà vita a un polo industriale integrato per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (Lfp) e sistemi di accumulo energetico (Bess). Come spiegato dal responsabile delle relazioni istituzionali Eni, Francesco Manna, il sito di Brindisi opererà in sinergia con lo stabilimento di Teverola (Caserta), posizionandosi come hub europeo di stoccaggio con l’obiettivo di raggiungere una capacità complessiva di 16 GWh/anno entro il 2030 (pari a oltre il 10% del mercato europeo degli accumuli stazionari).
Claudia Prati, responsabile dello stabilimento Versalis Brindisi e amministratore delegato della nuova società, e Vittorio Civitillo, AD di Seri Industrial, hanno delineato la roadmap operativa e le ricadute occupazionali:
Modello strategico: la produzione si focalizzerà sui sistemi per la stabilizzazione delle reti elettriche nazionali (Bess) e non sul settore automotive;
Fabbisogno occupazionale: l’impianto a pieno regime occuperà oltre 1.000 lavoratori, superando ampiamente i volumi impiegati nel petrolchimico;
Cronoprogramma dei lavori: il 1° maggio prenderanno il via i cantieri per la costruzione degli opifici (completamento entro giugno 2028), mentre nel secondo semestre 2028 verranno montate le linee produttive;
Traguardo finale: l’inserimento progressivo dei lavoratori porterà lo stabilimento alla massima capacità produttiva entro la fine del 2029. Nella fase finale saranno integrate a Brindisi anche la produzione di materia attiva catodica e le attività di riciclo delle batterie.
Formazione, reskilling e ruolo delle istituzioni locali
Per tutelare i lavoratori della chimica di base ed evitarne la precarietà durante la fase di transizione, le parti hanno stretto importanti accordi sul piano del reskilling:
Avvio dei corsi: il prossimo 12 ottobre partirà il piano formativo per le prime 80 risorse di Versalis, curato da Eni Corporate University. Le lezioni teoriche si terranno a Brindisi fino a maggio 2027, seguite dall’addestramento pratico sul campo presso lo stabilimento di Teverola;
Sinergia con le scuole e l’università: Eni e il Comune di Brindisi hanno avviato un tavolo di concertazione per coinvolgere gli Istituti superiori cittadini. Il sindaco Giuseppe Marchionna ha confermato l’interlocuzione con l’Università del Salento e il Politecnico di Bari per istituire a Brindisi un dipartimento ingegneristico innovativo;
Semplificazione burocratica: l’amministrazione comunale garantisce il massimo supporto per la velocizzazione delle pratiche autorizzative.
La posizione della Regione Puglia e del Fronte Sindacale
Nel corso del dibattito, il presidente di Confindustria Brindisi, Gabriele Danese, ha sottolineato l’impegno nell’accompagnare le imprese dell’indotto verso i cambi di qualifica necessari per l’ingresso nella nuova filiera. Contestualmente, i sindacati (CGIL, CISL, UIL, Filctem, Femca, Uiltec, Fialc Cisal e Cobas) hanno chiesto di gestire il “nodo Brindisi” in modo sistemico, garantendo ammortizzatori, formazione e tutele per tutto il bacino dei lavoratori compresi i settori storici.
L’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio, ha ribadito il monitoraggio attivo da parte della Regione Puglia: «Vogliamo che questa iniziativa sia un successo. Arpal sta mappando le professionalità dei lavoratori per costruire percorsi formativi su misura e superare il vecchio repertorio, non più adeguato. Serve un confronto continuo sul territorio, ma occorre anche ricordare che le grandi trasformazioni industriali e gli accordi di programma necessitano di adeguate risorse finanziarie a livello nazionale».












