Nella mattinata di oggi, alle ore 9:00, la Corte d’Appello di Milano si riunisce per valutare la seconda richiesta di sospensiva presentata dai commissari straordinari del gruppo siderurgico contro l’ordinanza che impone la fermata dell’area a caldo entro il prossimo 26 ottobre, provvedimento adottato per le conseguenze dell’attività degli impianti sotto il profilo dell’inquinamento e del danno alla salute dei cittadini di Taranto.
Il verdetto dei giudici milanesi giunge in un momento di forte attesa, precedendo di poche settimane la decisione della Corte di Cassazione, attesa per il 20 ottobre.
Lo scetticismo dei sindacati e la posizione del Governo
La vigilia del pronunciamento è stata segnata da un clima di spiccata preoccupazione sul fronte sindacale. Tra i rappresentanti dei lavoratori prevale l’orientamento secondo cui la magistratura milanese possa respingere il ricorso dei commissari, una scelta che renderebbe inevitabile l’avvio delle procedure per lo spegnimento definitivo degli impianti produttivi.
Sulla complessa vertenza è intervenuto anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha sottolineato la delicatezza della situazione istituzionale e industriale: «Il futuro dell’ex Ilva non dipende da noi, dipende dalle decisioni del potere giudiziario, siamo in un labirinto».












