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Puglia, allarme salmonella in un lotto di pomodori freschi: stop nelle mense e task force nazionale

A seguito del riscontro di molteplici focolai di infezione intestinale legati alla somministrazione di ortaggi non cotti, la Regione Puglia ha disposto la sospensione immediata dell’uso di pomodori freschi all’interno della ristorazione collettiva. La misura precauzionale riguarda le mense scolastiche, le strutture ospedaliere, le residenze socio-assistenziali e le case di cura, sia pubbliche sia private, con la raccomandazione di sostituire l’alimento con ortaggi sottoposti a cottura.

Focolai e indagini epidemiologiche: individuato il ceppo

Le indagini condotte dai Dipartimenti di Prevenzione regionali hanno evidenziato un incremento dei casi di tossinfezione alimentare da Salmonella Strathcone (ceppo ST2559), registrato in particolar modo nel corso del mese di settembre. Gli accertamenti epidemiologici hanno associato la comparsa dei sintomi al consumo di pomodorini crudi (in particolare della tipologia ciliegino).

I controlli analitici effettuati sulle filiere di approvvigionamento hanno consentito di rintracciare la presenza del batterio all’interno di uno specifico lotto di pomodori proveniente dal territorio di Caltanissetta.

L’allerta non riguarda unicamente il territorio pugliese: segnalazioni e casi di infezione sono stati registrati anche in altre regioni italiane, tra cui Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia. L’estensione geografica del fenomeno ha richiesto la convocazione di una Task Force coordinata a livello nazionale per monitorare la catena di distribuzione e contenere la diffusione del patogeno.

Che cos’è la Salmonella e come si trasmette

La salmonellosi è un’infezione dell’apparato digerente causata da batteri appartenenti al genere Salmonella, tra le cause più frequenti di infezioni da alimenti a livello globale.

  • Modalità di trasmissione: Il batterio viene veicolato prevalentemente attraverso l’ingestione di cibi contaminati o acqua non potabile. Sebbene gli alimenti più comunemente associati al rischio siano uova crude o poco cotte, derivati del latte, carne di pollame e insaccati, la contaminazione può interessare anche frutta e verdura fresche. Questo avviene qualora gli ortaggi vengano a contatto con acque irrigue contaminate o tramite concimi di origine animale.

  • Sintomatologia: I sintomi compaiono solitamente tra le 12 e le 72 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato e comprendono disturbi gastrointestinali quali diarrea, dolori addominali crampiformi, nausea, vomito e febbre. Nella maggior parte dei casi decorre in forma benigna risolvendosi in pochi giorni.

  • Soggetti a rischio e prevenzione: L’infezione può assumere forme più severe nei soggetti fragili, negli anziani, nei bambini piccoli e negli individui immunocompromessi a causa del rischio di disidratazione profonda. Il calore rappresenta il principale alleato nella prevenzione: la cottura degli alimenti (superiore ai 70 °C) abbatte efficacemente la carica batterica.

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Redazione
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