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Il comparto olivicolo del territorio di Corato e degli aree limitrofi si trova ad affrontare una fase di grave sofferenza economica che rischia di trasformarsi in un danno strutturale per l’intera economia agricola locale. L’allarme è stato lanciato da Confagricoltura Corato, che ha tracciato un quadro critico per produttori, frantoi e operatori della filiera.
Olio invenduto nei silos e pressione sui bilanci aziendali
Al centro della crisi vi è l’immobilizzazione del prodotto già estratto: ingenti quantitativi di olio d’oliva continuano a rimanere invenduti all’interno dello stoccaggio, bloccando la liquidità necessaria per la gestione ordinaria delle aziende. A questo fattore si somma lo squilibrio tra i costi di produzione elevati e i prezzi di mercato attuali, che non consentono di coprire gli investimenti sostenuti.
La preoccupazione delle organizzazioni di categoria si estende anche alla prossima campagna olivicola. Le imprese agricole si trovano infatti a dover sostenere costi crescenti per l’acquisto di carburanti, fertilizzanti e mezzi tecnici, ai quali si aggiungono gli oneri energetici legati all’irrigazione dei terreni, necessari per garantire la produttività degli impianti.
Le critiche alle misure nazionali e la richiesta di un tavolo istituzionale
Confagricoltura Corato ha espresso perplessità riguardo all’efficacia delle misure di sostegno recentemente annunciate a livello nazionale, come la possibilità per i frantoi di accedere alla cambiale agraria fino a 50.000 euro con garanzia ISMEA e piano di rientro quinquennale. Secondo l’associazione, pur trattandosi di uno strumento utile per l’accesso al credito, l’intervento risulta insufficiente rispetto al reale fabbisogno finanziario e non risolve il nodo centrale del blocco del mercato e dell’invenduto.
Per fronteggiare la situazione, Confagricoltura Corato ha richiesto l’immediata convocazione di un tavolo di emergenza sull’olivicoltura. L’incontro dovrebbe coinvolgere il Governo, la Regione Puglia, gli enti territoriali, gli organismi di filiera e le rappresentanze sindacali e datoriali, con l’obiettivo di definire un piano di interventi organico che affronti simultaneamente il problema delle giacenze, la sostenibilità economica dei produttori e la pianificazione della prossima stagione di raccolta.
Il peso dell’olivicoltura e della cultivar Coratina nell’economia pugliese
L’area di Corato rappresenta uno dei distretti olivicoli più rilevanti della Puglia e dell’intero bacino mediterraneo, legata in modo indissolubile alla produzione della cultivar Coratina.
Caratteristiche della varietà: La Coratina è una cultivar autoctona nota per l’elevata resa in olio e la straordinaria concentrazione di polifenoli (antiossidanti naturali), che le conferiscono un gusto fruttato intenso con tipiche note di amaro e piccante. L’olio estratto da questa varietà vanta un’elevata stabilità all’ossidazione e una conservabilità prolungata nel tempo.
Impatto socio-economico: La filiera dell’olio d’oliva nel Nord Barese costituisce un motore economico fondamentale per l’occupazione locale, coinvolgendo un’articolata rete di aziende agricole, frantoi oleari, imprese di confezionamento e fornitori di servizi e tecnologie per l’agricoltura. Oltre al valore strettamente commerciale, la coltivazione dell’olivo svolge una funzione di tutela del paesaggio e di conservazione del territorio rurale.












