Si è tenuto nella questa mattina un confronto istituzionale di oltre un’ora tra i vertici del Comune di Cerignola e i dirigenti dell’ASL Foggia per discutere il riassetto del servizio di emergenza-urgenza territoriale 118. Al centro del tavolo, la richiesta dell’Amministrazione comunale di revocare la decisione che prevede la soppressione di una delle postazioni di soccorso attive nella città ofantina.
La delegazione comunale chiede la salvaguardia della rete di soccorso
All’incontro hanno preso parte il sindaco di Cerignola, Francesco Bonito, e l’assessora Teresa Cicolella, mentre per l’azienda sanitaria erano presenti la direttrice generale Tiziana Di Matteo, il direttore amministrativo Massimo Raponi e il direttore della Centrale Operativa del 118 provinciale. La delegazione del Comune ha illustrato le criticità che derivano dal ridimensionamento dei mezzi di soccorso, sottolineando le esigenze di un bacino d’utenza e di un territorio vasto che richiedono una presidio di pronto intervento tempestivo ed efficace.
I rappresentanti dell’esecutivo locale hanno riscontrato attenzione da parte dei vertici dell’ASL Foggia, che si sono riservati di analizzare nel merito le ragioni esposte prima di assumere una determinazione definitiva.
Atteso un riscontro dell’ASL Foggia in tempi brevi
«Abbiamo trovato interlocutori attenti e disponibili ad approfondire le ragioni che ci hanno portato a chiedere una rivalutazione della decisione», hanno dichiarato a margine del summit il sindaco Francesco Bonito e l’assessora Teresa Cicolella. «Abbiamo rappresentato con chiarezza le esigenze del nostro territorio e l’importanza di garantire un servizio di emergenza-urgenza capillare. Usciamo da questo incontro con un atteggiamento di grande fiducia e con l’auspicio che si possa arrivare a una soluzione positiva».
L’esito dell’istruttoria tecnica e la risposta formale della direzione generale dell’ASL Foggia sono attesi entro breve tempo. L’Amministrazione comunale ha confermato che terrà monitorata la situazione a tutela della salute pubblica e della copertura sanitaria dell’area della Capitanata.












