Argomenti dell'articolo
Tre ore di confronto ad alta tensione a Palazzo Chigi non sono bastate a tracciare una rotta chiara per il futuro dell’ex Ilva di Taranto. Il vertice tra la delegazione del Governo — guidata dal sottosegretario Alfredo Mantovano e dai ministri Urso, Calderone e Giorgetti — e le rappresentanze sindacali di Fim, Fiom, Uilm, Usb, Ugl e Federmanager si è concluso con una sostanziale fumata nera. L’unica certezza emersa dal tavolo è la promessa di un nuovo decreto-legge imminente per prorogare la cassa integrazione fino a giugno 2027, una misura giudicata del tutto insufficiente dalle sigle dei lavoratori in assenza di un contestuale piano di rilancio industriale e di tutele per l’indotto.
Il contenuto del decreto e lo stop dell’area a caldo
L’intervento legislativo annunciato dall’Esecutivo punta a mettere in sicurezza il reddito del bacino di lavoratori di Acciaierie d’Italia di fronte al drammatico ridimensionamento operativo previsto a breve. Il provvedimento si rende necessario per gestire la fase di transizione mentre si avvicina la scadenza di fine ottobre, data entro cui la pronuncia giudiziaria ha confermato lo spegnimento definitivo dell’area a caldo del polo siderurgico jonico.
Tuttavia, le organizzazioni sindacali hanno espresso profonda contrarietà verso una gestione della crisi affidata esclusivamente agli ammortizzatori sociali, senza che siano state fornite garanzie sulla reindustrializzazione, sulla decarbonizzazione o sul perimetro occupazionale in vista delle manifestazioni d’interesse e della vendita degli asset aziendali. Per questa ragione, al termine dell’incontro i sindacati hanno confermato lo stato di agitazione con la proclamazione di uno sciopero di 24 ore per l’inizio della settimana.
L’attacco di Bitetti: “AdI e Governo abbandonano le istituzioni locali”
A margine del vertice romano e del clima di forte incertezza che si respira nel capoluogo jonico, sono arrivate le durissime dichiarazioni del sindaco di Taranto, Piero Bitetti. Il primo cittadino ha attaccato frontalmente le decisioni della gestione commissariale di Acciaierie d’Italia e la linea dell’Esecutivo centralistico:
«AdI e il Governo stanno facendo precipitare la situazione qui, dove queste persone vivono e hanno costruito le loro prospettive, lasciando sole le istituzioni locali», ha affermato con fermezza il sindaco Bitetti.
Il primo cittadino ha rimarcato l’urgenza indilazionabile di tutelare l’occupazione diretta, le imprese dell’appalto e la tenuta sociale dell’intera comunità tarantina, evidenziando come la sovrapposizione tra le decisioni della magistratura sull’area a caldo e l’assenza di investimenti reali rischi di provocare un definitivo tracollo economico per la Capitanata e la Puglia industriale.
Il commento di Decaro: “Serve una prospettiva per il futuro dei lavoratori”
“Oggi, a poche ore dall’incontro del governo con i sindacati, Acciaierie d’Italia S.p.A. in Amministrazione Straordinaria, si affretta ad annunciare l’attivazione della cassa integrazione dei lavoratori – aveva dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro alla vigilia dell’incontro di Roma – con un tempismo che ha il solo effetto di aggravare la tensione in una situazione già drammatica e che rischia di ricadere solo sui lavoratori e sui territori dove lavorano. Ci auguriamo che nell’incontro con le rappresentanze sindacali, il governo possa scongiurare questa ipotesi, e che sia individuata già in questi giorni di incontri, una prospettiva solida per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori, del nostro territorio e della filiera siderurgica del nostro Paese”.












