Oltre mezzo milione di euro di denaro pubblico investito per l’acquisto di due ambulatori mobili di ultima generazione che, tuttavia, non hanno mai visitato un solo paziente. È l’oggetto dell’affondo politico lanciato dal presidente del gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, a margine di un sopralluogo effettuato nel piazzale posteriore dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.
I due mezzi — un camper attrezzato per le cure odontoiatriche e uno strutturato per l’esecuzione degli screening oncologici e di prevenzione primaria — risultano infatti parcheggiati e inutilizzati dal mese di marzo 2026.
Pagliaro: “Spreco inaccettabile, negata la cura ai più fragili”
«Questi due ambulatori mobili dovrebbero portare assistenza e prevenzione direttamente ai cittadini più fragili e bisognosi, nei quartieri e nei comuni periferici del Salento – ha contestato Paolo Pagliaro –. E invece non sono mai entrati in funzione. È la fotografia di un ennesimo spreco nella sanità pugliese, riguardante un progetto fondamentale rivolto proprio a chi spesso rinuncia alle cure per difficoltà economiche o logistiche».
Il capogruppo di FdI ha annunciato di aver depositato una formale richiesta di convocazione urgente in Commissione Sanità della Regione Puglia per fare piena luce sul caso.
Chiesta l’audizione dell’Assessore Pentassuglia e dei vertici ASL
L’audizione richiesta vedrà chiamati a interloquire l’Assessore regionale alla Salute, Donato Pentassuglia, unitamente ai vertici della ASL di Lecce, con l’obiettivo di individuare le responsabilità amministrative e le tempistiche di effettivo avvio delle attività.
«Vogliamo chiarezza sulle ragioni di questo mancato avvio e sui tempi previsti per l’entrata in servizio – ha concluso Pagliaro –. Non basta acquistare mezzi e fare annunci propagandistici. La sanità pubblica non può permettersi simili sprechi, a maggior ragione mentre il Governo regionale paventa aumenti delle tasse e dell’Irpef per coprire i disavanzi della spesa sanitaria senza garantire i servizi essenziali».












