Proseguire lungo la strada dell’innovazione tecnologica applicata alla medicina, consolidando la sinergia istituzionale con risorse e progettualità d’avanguardia. È il messaggio emerso questa mattina venerdì 30 ottobre nella sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento nel corso del convegno “Visioni innovative e sviluppo strategico per la sanità del futuro”, che ha visto la partecipazione dei vertici della Fondazione ANTHEM (AdvaNced Technologies for Human-centrEd Medicine).
Finanziato con 120 milioni di euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al PNRR (PNC), il programma ANTHEM rappresenta uno dei principali poli di ricerca sulla prevenzione, diagnosi, monitoraggio e cura delle patologie croniche e rare. L’Ateneo leccese ha partecipato attivamente attraverso due direttrici primarie: lo studio dei fattori di rischio nei pazienti cronici e lo sviluppo di soluzioni terapeutiche per le malattie orfane.
All’incontro hanno preso parte la rettrice Maria Antonietta Aiello, il direttore generale della ASL Lecce Gianluca Capochiani e il presidente del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia Arnaldo Scardapane, a testimonianza del saldo legame tra ricerca universitaria, sistema sanitario locale e formazione medica.
Il modello ANTHEM e la piattaforma di microscopia unica in Italia
Nel corso dei lavori, il presidente della Fondazione ANTHEM Stefano Paleari e il direttore scientifico Guido Cavaletti hanno illustrato i traguardi raggiunti in quattro anni di operatività, con l’obiettivo di trasformare il programma in un’infrastruttura di ricerca permanente capace di dialogare con il mercato, i territori e i network internazionali.
L’impatto scientifico sul territorio salentino è stato dettagliato dal professor Alessandro Sannino, responsabile scientifico del progetto per UniSalento. Grazie ai fondi del piano, l’Ateneo si è dotato di infrastrutture diagnostiche e di laboratorio di livello internazionale:
Sistema ZEISS MultiSEM 506: prima installazione del genere in Italia, consiste in un microscopio elettronico di ultima generazione operante con 91 fasci elettronici simultanei. Lo strumento consente di ricostruire in 3D l’ultrastruttura di cellule e tessuti con risoluzione nanometrica e il supporto dell’intelligenza artificiale.
Biomateriali e sensoristica: sviluppo di nuovi materiali stampabili in 3D, idrogeli funzionali e nanomateriali fluorescenti dedicati alla medicina personalizzata.
Tecnologie immersive e teleriabilitazione: integrazione dei progetti di realtà estesa e IA curati dall’AVR Lab diretto da Lucio Tommaso De Paolis e sinergie con le piattaforme nazionali per il monitoraggio e la teleriabilitazione.
La giornata è stata arricchita dai contributi del professor Giuseppe Gigli, delegato alle Infrastrutture di ricerca e innovazione, che ha presentato gli “Open access Labs @UniSalento”, e dal confronto con i rappresentanti di Confindustria, della Banca Popolare Pugliese e degli istituti del CNR territoriali (IFC, IMM, Nanotec).
«Con ANTHEM l’Università del Salento ha dimostrato che la ricerca in sanità digitale può diventare innovazione concreta per i pazienti – ha sottolineato la rettrice Maria Antonietta Aiello –. Il progetto ci ha permesso di dotarci di una piattaforma di microscopia che oggi non ha eguali in Italia. Lavoriamo per dare nuovo slancio alla collaborazione con la Fondazione, rafforzando il ponte tra laboratorio, clinica e mercato».












