Dalle informazioni disponibili, né a Bari né in Puglia risultano supermercati colpiti dagli attacchi informatici ai banchi frigo che dal 2 novembre hanno interessato l’Italia e altri Paesi europei. Consumerismo Bari chiede però alla distribuzione pugliese di verificare i propri sistemi, perché la vulnerabilità segnalata dal Governo non dipende dalla regione.
In Sicilia il gruppo Radenza ha confermato l’intrusione nei sistemi di telecontrollo dei banchi surgelati di quattro punti vendita a marchio Coop, tre nel Catanese e uno a Palermo. Federdistribuzione parla di circa 20 supermercati coinvolti nell’isola. Episodi sono stati segnalati anche in Toscana, in Emilia-Romagna e a Silvi Marina, in Abruzzo, dove secondo l’imprenditore Daniele Erasmi, intervenuto all’ANSA, gli aggressori hanno impostato da remoto una temperatura di 150 gradi mentre i frigoriferi ne hanno raggiunti 40. In Francia, tra l’11 e il 12 ottobre, erano già stati colpiti centinaia di supermercati.
Dopo il vertice a Palazzo Chigi del 3 novembre, il Governo ha dichiarato che l’impatto in Italia è limitato e che non risultano rischi per la salute dei cittadini legati allo scongelamento degli alimenti. Ha aggiunto che i punti vendita colpiti hanno per lo più sistemi obsoleti, con interfacce raggiungibili da Internet e autenticazione carente. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) aveva già segnalato questi rischi in un bollettino del 13 ottobre. In Calabria la società che gestisce i supermercati Coop ha dichiarato all’ANSA di non aver registrato problemi tecnici.
Per i consumatori il rischio riguarda la catena del freddo: un alimento tornato a temperatura corretta dopo uno sbalzo non è automaticamente sicuro. Consumerismo Bari indica alcune precauzioni:
- Controllare le confezioni di surgelati e gelati: cristalli di ghiaccio all’interno, confezioni gonfie o deformate, prodotto compattato in un blocco unico possono indicare uno scongelamento seguito da un nuovo congelamento.
- Non acquistare prodotti di un banco frigo che appare caldo o fermo, e segnalarlo al personale.
- Conservare lo scontrino dei prodotti dubbi, che permette di chiedere sostituzione o rimborso.
- Segnalare un prodotto che sembra mal conservato alla ASL competente per territorio.
- Consultare gli avvisi di ritiro e richiamo sul portale del Ministero della Salute.
Le imprese restano responsabili della sicurezza degli alimenti anche quando l’anomalia nasce da un attacco informatico: i regolamenti europei 852/2004 e 178/2002 impongono autocontrollo e, se serve, ritiro dal mercato dei prodotti non sicuri.
«In Puglia per ora non risultano casi. Un banco frigo che si lascia comandare da remoto con credenziali deboli, però, lo può regolare chiunque, anche chi vuole portarlo a 40 gradi», dichiara Raffaella Lauciello, consigliere di Consumerismo No Profit e delegata per il Comune di Bari. «Alla distribuzione chiediamo un termometro che non dipenda dal sistema attaccato e un allarme che qualcuno ascolti davvero. Ai cittadini chiediamo di non comprare ciò che li lascia in dubbio e di dirci dove l’hanno visto».












