Un’azione coordinata e un durissimo colpo al fenomeno dei furti agli sportelli bancari e postali che da mesi flagellava i comuni della Capitanata e del Gargano. Nelle prime ore di oggi, venerdì 6 novembre 2026, i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere — emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia — nei confronti di 10 persone, ritenute a vario titolo responsabili di far parte di un sodalizio criminale dedito agli assalti ai bancomat attraverso la detonazione di ordigni esplosivi.
Le indagini hanno fatto luce su una scia di raid violenti e metodici messi a segno tra la città capoluogo e diversi centri della provincia, tra cui l’area di San Giovanni Rotondo.
Il modus operandi: l’uso della “marmotta” e l’ingente rischio per la sicurezza pubblica
Il gruppo criminale operava con una precisa divisione dei ruoli e una collaudata tecnica operativa basata sull’impiego della cosiddetta “marmotta”: un manufatto metallico a forma di pala caricato con polvere pirica o esplosivo ad alto potenziale, che veniva inserito a forza nella fessura dell’erogatore di banconote per poi essere fatto brillare tramite innesco a distanza.
Le esplosioni, di violenza inaudita, non soltanto sventravano i dispositivi corazzati permettendo l’asportazione immediata delle casseforti e del denaro contante, ma provocavano pesanti danni strutturali agli edifici ospitanti le agenzie bancarie e gli uffici postali, mettendo in grave pericolo l’incolumità dei residenti delle palazzine circostanti.
Le indagini coordinati dalla Procura e la stretta della magistratura
L’attività investigativa dell’Arma dei Carabinieri, sviluppata attraverso pedinamenti, analisi dei tabulati e riscontri sul campo, ha consentito di ricostruire la mappa degli spostamenti della banda, l’approvvigionamento dei materiali esplodenti e la gestione delle fasi operative dei colpi.
I dettagli analitici delle imputazioni e i profili individuali dei 10 indagati destinatari del provvedimento restrittivo in carcere sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Procura della Repubblica di Foggia. L’operazione rappresenta un segnale forte di risposta delle istituzioni alla recrudescenza dei reati predatori ad alto impatto sul territorio pugliese.












