Da diverso tempo ormai il trend nel campo del design dei device telefonici prevede utilizzo sempre più intensivo di display ampi e di materiali sempre più nobili e sofisticati come la ceramica e l’alluminio. Al loro interno a causa della loro complessità anche una manciata di millimetri di superficie libera possono permettere di integrare nuove soluzioni. L’unico punto “fermo” in tutto questo è rimasta la necessità di lasciare lo spazio per la SIM telefonica, che nella versione nano occupa una superficie di 12,3 x 8,8 millimetri, senza contare il connettore e l’elettronica di controllo.
Questa la situazione attuale.
In un prossimo futuro secondo ARM, la compagnia alla base del design dei core utilizzati nelle moderne CPU per smartphone, grazie all’ausilio di chip chiamati iSIM che andrebbero a sostituire le normali schede con una componente virtuale posizionandosi proprio accanto al processore centrale occupando solamente una frazione di millimetro quadrato, rendendo possibile un notevole risparmio di spazio e costi decisamente ridotti.
Le Isim di Arm hanno già un rivale nello standard esim (embedded sim), altra soluzione completamente virtuale, priva di schede fisiche che alcuni produttori come Apple, Google e Samsung stanno già integrando nei propri dispositivi.
La strada verso l’ottimizzazione degli spazi sembra sia già stata tracciata resta da stabilire quale accoglienza riserveranno le case produttrici a questa innovazione tecnologica.
Considerando la mobilità del mercato telefonico e la quantità di utenti, e considerando che le sim sono fatte perlopiù di plastica c’è solo da sperare in una svolta tecnologica di questo tipo per il bene dell’ambiente.











