HomeEconomia & SviluppoEconomiaIlva, spariscono 1500 lavoratori. Si incaglia il tavolo tecnico al Ministero

Ilva, spariscono 1500 lavoratori. Si incaglia il tavolo tecnico al Ministero

Dopo 6 mesi e 15 incontri al ministero dello Sviluppo economico, si torna di fatto al punto di partenza sull’Ilva. Un tavolo per il passaggio alla cordata Am Investco guidata da ArcelorMittal è “una pausa di riflessione” con il prossimo aggiornamento a… data da destinarsi.

Quello che ha fatto arenare la trattativa è la linea della nuova proprietà sui livelli occupazionali.”Mittal — ha spiegato il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova al termine del tavolo tecnico romano di ieri sera — ha sottoscritto con il governo un contratto che prevede la riassunzione di almeno 10 mila addetti. E il governo garantisce la sicurezza per gli altri lavoratori che non dovessero rientrare in Ilva la sicurezza dell’assunzione nell’Amministrazione straordinaria”.

La trattativa dunque si è arenata quando al tavolo ArcelorMittal ha parlato di 8500 assunti, con un “buco” di 1500 lavoratori che, quasi all’improvviso, si sono trovati scoperti.

Dopo un periodo di decantazione, forse, si potrà tornare al tavolo con un approccio più conciliante, ma per ora l’intesa non si vede.

Sul confronto e sul blocco del tavolo è intervenuto con una nota il deputato del Pd pugliese Ubaldo Pagano.

“Arcelor Mittal dovrebbe rivedere la sua posizione su occupazione e salari: non basta promettere di riassumere 10mila lavoratori, che poi sappiamo che, dopo il 2023, scenderanno a 8.500. L’azienda acquirente deve garantire il posto di lavoro a tutti i 13.800 dipendenti dello stabilimento, al netto delle uscite volontarie”.

Così, il deputato commenta la sospensione del confronto sull’Ilva di Taranto, al ministero dello Sviluppo economico, che ieri si è concluso con posizioni ancora molto lontane.

“Bene che adesso i lavoratori Ilva si confrontino fra di loro in assemblea – aggiunge Pagano – ma temo che, se Mittal non cambierà la sua posizione, l’unica arma che resterà ai sindacati, per far sentire la loro voce, dopo mesi di estenuante trattativa, sarà lo sciopero.
Aggiungo che la trattativa, oltre che sulle questioni occupazionali, dovrebbe focalizzarsi anche sul processo di ambientalizzazione del ciclo produttivo per evitare che Ilva continui ad essere una “mitragliatrice” puntata sulla salute dei tarantini”.

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