“Un libro ai rappresentanti di lista”, ad Altamura la proposta di tre giovani del Partito Democratico

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Come ogni volta, anche in questa tornata elettorale si sentirà parlare delle cosiddette mancette elettorali, che alcuni candidati si appresteranno a distribuire in cambio di un determinato numero di voti. Questo accade soprattutto con i rappresentanti di lista, spesso ragazzi che desiderosi di guadagnare qualcosa, svendono il proprio voto e il proprio lavoro con il più classico dei modi per recuperare consensi. Ad Altamura però, dove la cittadinanza è sempre meno coinvolta dalla politica, anche per le vicende dell’ex sindaco Giacinto Forte, indagato per corruzione, alcuni giovani stanno provando a invertire tendenza e a combattere questa pratica infamante.

Marica Longo, Marco Rifino e Alessandro Cornacchia, giovani candidati tra le fila del Partito Democratico hanno deciso di regalare ai propri rappresentanti di lista un libro. Un libro che serva a «costruire le coscienze politiche dei giovani perché noi non siamo il futuro, siamo il presente», come affermato dalla stessa Longo, ringraziando la famiglia Perineiche ha donato i libri A furor di popolo, l’on.Gero Grassi con Aldo Moro: la verità negata.

Per Cornacchia «l’obiettivo è quello di diffondere l’esempio di due uomini onesti, che hanno scritto pagine di buona politica con il loro esempio e che hanno riconosciuto dignità e rispetto ad ogni singolo cittadino. L’atto indegno dell’acquisto del silenzio sarà sostituito dal “regalo della parola” e questo è solo il primo passo di una forte rivoluzione culturale, anche ad Altamura».

Quest’iniziativa ma in generale la loro candidatura e, come afferma Rifino, è finalizzata a «risvegliare la curiosità dei ragazzi, di avvicinarli alla politica tutta e non solo a un’ideologia, vogliamo che i giovani “si facciano un’idea”. La politica deve tornare ad assumere il ruolo di guida affinché non diventi un boomerang socialmente pericoloso». La scelta è ricaduta su libri che raccontassero storie di Uomini che hanno scritto pagine di bella politica ed è inevitabile quindi il riferimento all’on.Fabio Perinei, ex sindaco di Altamura, e anche a Giorgio La Pira. Il libro sulla verità negata del caso Moro invece ha un’altra motivazione: diffondere ciò che per 40 anni è stato tenuto nascosto e che è stato l’evento che maggiormente ha cambiato la storia d’Italia.

L’appello di Rifino è quello di «non vendere la propria intelligenza, la propria dignità, la propria libertà. Considerando l’acquisto di un voto l’atto più indegno che un essere umano possa fare, andando a comprare a basso costo la mente di un giovane sulla quale, invece, sarebbe opportuno investire, costruire, affinché possano essere protagonisti di un presente e un futuro migliore. Ai giovani diciamo di iniziare a porsi delle domande, dinanzi a questo gesto mortificante e provare a scrutare criticamente tutto quanto sia nascosto dietro una vile moneta. Dietro tutta questa vicenda c’è la connivenza di chi compra e chi vende e questo ci porta ad avere un livello politico sempre più basso. Il senso del nostro regalo è proprio questo: sostituire il silenzio forzato col diritto alla parola, stimolando le coscienze dei giovani e rendendoli autonomi e gelosi delle proprie idee».

Poi, Rifino lancia un’altra idea che, al giorno d’oggi, può rappresentare un fattore importantissimo nel rapporto tra i giovani e la politica: «non credo che avvicinare i giovani alla bella politica sia difficile. In questo periodo di fermento elettorale il nostro obiettivo e il nostro coraggio è stato proprio fomentato da un forte entusiasmo giovanile. Abbiamo scelto la candidatura anche e soprattutto per provare a contagiare e parlare sinceramente a giovani silenziosi, indifferenti e lasciati dietro le fila evidenziando loro che noi non siamo il futuro ma il presente; e affinché questa frase diventi una realtà dobbiamo unirci e iniziare a rompere gli ingranaggi di un sistema bloccato e che ci vuole gentili esecutori. Subito dopo la campagna elettorale creeremo una scuola di formazione politica con relatori di altissimo livello che speriamo possa attrarre un numero importante di giovani risvegliando quella curiosità spenta proprio a causa di un dilettantismo politico che non appassiona più neanche i più temerari».

La discontinuità con la “vecchia politica” e l’azione dei giovani nella vita della propria comunità sono due elementi imprescindibili per dare inizio alla rivoluzione culturale citata da Cornacchia e questa proposta deve rappresentare solo il punto di partenza di un lungo processo e non, come spesso accade, una bella iniziativa che si va poi perdendo col tempo.

«Contro chi compra la dignità della gente, noi combattiamo con la conoscenza».

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