Salvini resta Salvini

2

Di primo acchito nel brindisino, dove il leader della Lega e Ministro dell’Interno ha fatto un salto negli scorsi giorni per una manifestazione di chiusura della campagna elettorale per le prossime amministrative, quello che si è potuto constatare è che il Ministro Salvini è identico al Segretario Matteo. Se non con qualche sfumatura nell’abbigliamento e nel dispiegamento di forze dell’ordine.

Ore e ore di foto, selfie, abbracci, scambi di battute con il pubblico: “Non voglio finire come il mio omonimo, dopo un quarto d’ora di celebrità.” E sicuramente non vuole nemmeno spegnersi come chi l’ha preceduto, il tanto vituperato Angelino Alfano.

Il primo, dalle fronde interne, ad affilare i coltelli contro il capo partito ed il capo Dicastero, è stato proprio Roberto Maroni, ex Presidente della Regione Lombardia ed anche lui ex Ministro degli Interni: “Per farlo bene devi stare dalle 9 del mattino alle 21 di sera in ufficio, dovrebbe lasciare la guida del Carroccio.”

Consigli velenosi, perché è insito l’obiettivo di indebolire l’entourage di Salvini e di arrestare la sua leadership, ovvio che non ci pensi proprio ad una mossa simile.

E si gode il caloroso abbraccio del Sud: “Devo dire che mi fa ancora strano essere chiamato ‘Ministro’, mi giro ancora cercando chi sia, e invece si riferiscono a me.” E prosegue: “Non voglio essere detto ‘bravo’ a prescindere, spero di tornare qui ed avere fatto quello per cui mi sono battuto.”

A chi guiderà la comunità locale da un monito: “Qualunque siano le esigenze, qualunque siano le scelte, avete un faro: ‘Prima gli italiani!’, che si tratti di contributi, case popolari, prima i brindisini e poi il resto del Mondo.”

Spiegando quale sarà l’attenzione del Viminale sull’immigrazione: “Sei domande su cento, delle 40mila accorse lo scorso anno, sono regolarmente riconosciute per migranti umanitari. Per loro le porte di casa mia sono aperte, per tutti gli altri invece dovremo procedere con riconoscimenti ed espulsioni.”

E sulla sicurezza rincara: “Saranno i ladri, i disonesti, a dover avere paura e non le persone per bene. Sappiano tutti gli uomini delle forze dell’ordine che il Ministro è della loro parte, che il Governo è dalla loro parte, che voi siete dalla loro parte!”

Altro tema importante è la pace fiscale: “Chiudere una volta per tutte la persecuzione che per alcuni dura da dieci anni, delle cartelle Equitalia che stanno tenendo in ostaggio milioni di italiani. Legittima difesa, non nei confronti dei grandi evasori che si fanno la terza villa al mare, ma parliamo di artigiani, pensionati, piccoli imprenditori, che non ce l’hanno fatta e per una cartella di 5-10-20mila euro sono fantasmi. Senza conto corrente, senza busta paga, io voglio che questi fantasmi tornino ad essere italiani, e che lo Stato restituisca loro dignità e possibilità di lavorare e pagare le tasse.”

Per concludere ricorda l’enorme disponibilità della Lega affinché l’Esecutivo nascesse: “Vi devo dire – che se avessi dovuto nelle scorse settimane fare solo l’interesse mio e della Lega – ci saremmo seduti alla Renzi che dice ‘resto in poltrona e mangio i pop-corn’. Tanto stiamo crescendo, la gente ci vuole bene e allora perdiamo altri 5-6 mesi di tempo. Io non faccio ciò che serve a me, ma ciò che serve agli italiani. Vediamo di farlo correre sto Governo, non di farlo camminare.”

Condividi
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

2 Commenti

Rispondi