HomePoliticaStop alle fonti fossili, da Polignano l’appello di Goletta Verde 

Stop alle fonti fossili, da Polignano l’appello di Goletta Verde 

Le fonti fossili sono la principale causa del riscaldamento globale, dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento dei nostri territori. Ricevono finanziamenti dallo Stato, rappresentando il modello di business che guida molte aziende nei propri investimenti.

L’utilizzo di fonti da energia rinnovabile, di contro, procede a piccoli passi, coprendo il 17,4% dei consumi totali nazionali e il 32% di quelli elettrici. Una crescita poco significativa, che non si conforma agli obiettivi climatici e di decarbonizzazione al 2050.

Per dire “basta” alle estrazioni e ai continui finanziamenti che vengono erogati alle infrastrutture, alla ricerca e alla produzione di energia da fonti fossili,

Legambiente, in occasione della tappa di Goletta Verde a Polignano a Mare, e nella giornata di mobilitazione internazionale contro le fonti fossili, ha organizzato un flash mob – dove hanno partecipato Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente Nazionale, Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia, Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, e i sindaci pugliesi premiati con le 5 vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano – e lanciato la petizione indirizzata al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio.

“A fronte dei continui eventi climatici estremi, delle migrazioni dei profughi ambientali, delle guerre e dei decessi per inquinamento – commenta Stefano Ciafani – urge avviare al più presto una transizione energetica, dove rinnovabili, efficienza e mobilità sostenibile, accompagnate da reti elettriche intelligenti, materiali innovativi e sistemi di accumulo, siano il perno non solo di un sistema energetico più sostenibile e democratico, ma anche la nuova leva di uno sviluppo economico in grado di portare vantaggi ai cittadini e ai territori”.

Paradossale ancora di più in regioni come la Puglia, dove le potenzialità del solo solare potrebbero ridurre notevolmente tutti i consumi di gas e petrolio. Per questo Legambiente punta l’attenzione su tutti quei progetti anacrostici che bloccano l’innovazione energetica, non rappresentando nessun vantaggio né per la regione Puglia, né per l’intero sistema Paese.

La Puglia, tra attività a terra e a mare, nel 2017, ha contribuito con il 4,2% della produzione nazionale di petrolio, con 172mila tonnellate estratte, e il 2,1% di gas con 111,4 milioni di Smc, quantità che, stando agli attuali consumi, coprirebbero rispettivamente lo 0,3% e lo 0,2% del fabbisogno del nostro Paese. Numeri certamente poco rilevanti, ma che nei territori e nei mari interessati dai progetti di trivellazione portano a rischi ambientali importanti.

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Redazione
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