Time Zones, due anteprime di lusso per l’edizione 2018

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La 33a edizione di Time Zones avrà per buona parte il pianoforte e le tastiere per protagonisti ma sarà inaugurata in anteprima da un chitarrista, Lee Ranaldo, storico fondatore dei sei Sonic Youth. Il gruppo, che è un’istituzione della scena alternativa americana, si avvaleva di chitarre preparate e feedback, orientandosi verso la sperimentazione con l’eliminazione di barriere fra strumenti solisti e ritmici.

Si sciolse nel 2011 dopo 30 anni e 20 dischi. Da allora Ranaldo ha continuato la sua attività di musicista, produttore, scrittore e poeta. Si esibirà questa sera nel chiostro della Chiesa di Santa Chiara, nella città vecchia, messo a disposizione dalla Sovrintendenza Archeologia e belle arti della Città Metropolitana di Bari nella persona del Sovrintende Luigi La Rocca.

Dopo Lee Ranaldo, che il giorno dopo suonerà a Matera, torna dopo sette anni Piano Zones, una sezione che indaga tra pianisti e tastieristi in genere. Nella stessa location il 24 settembre a Bari sarà la volta di Terry Riley in compagnia del figlio Gyan alla chitarra. Vero artefice del minimalismo americano, uno dei movimenti più rivoluzionari XX secolo, Riley ha lasciato una traccia indelebile nella storia della musica.

Terry Riley è stato il minimalista che più di altri ha rappresentato l’anima mistico-spirituale, inserendo in un contesto a metà strada tra accademia, musica popolare occidentale e la musica classica indiana il linguaggio pop-rock e la controcultura tipica della west coast americana. Un evento straordinario, un’occasione unica condivisa con la città di Napoli per sole due date italiane del  maestro.

Nella stessa serata l’esibizione sarà preceduta dal liutista olandese Josef Van Wissem, Palma d’oro a Cannes nel 2013 per la colonna sonora di “Only Lovers Left Alive” (“Solo gli amanti sopravvivono”).

“Piano Zones” proseguirà con l’intervento di ben 10 pianisti che si susseguiranno fino al 10 novembre: da Gareth Sager, storico fondatore del Pop Group, al guru newyorchese allievo di La Monte Young, Charlemagne Palestine, passando per alcune grandi signore del pianoforte come Baby Dee (la pianista di Anthony and The Johnson) e la romana Alessandra Celletti (di cui è appena uscito il cd “Sacred Honey”).

a cura di Gianfranco Morisco

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