Operazione “Capojale” della Guardia Costiera: sequestri e denunce a carico di chi danneggia l’ambiente marino non rispettando il fermo pesca.
Si è conclusa nella serata di ieri una intensa attività di controllo e di tutela del fermo pesca, posta in essere dalla Guardia Costiera lungo tutto il litorale pugliese, ma soprattutto nella zona settentrionale e garganica. Il risultato è stato 1 tonnellata di prodotto ittico sequestrato, 43 mila euro di sanzioni amministrative e 5 persone denunciate.
Nella operazione denominata Capojale, scattata lo scorso 11 settembre, è stato impegnato il personale e i mezzi della Guardia Costiera, coordinati dal 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, in un’intensa e capillare attività di contrasto al fenomeno della pesca a strascico di cui è in vigore l’interruzione obbligatoria (fermo biologico) volto a tutelare il patrimonio ittico dei mari ed il suo habitat, favorendo la riproduzione delle specie.
L’operazione, concentratasi nella Puglia centro-settentrionale e per questo denominata “Capojale” (dal nome dell’omonima località costiera garganica), ha consentito di accertare e reprimere l’utilizzo di sistemi di pesca indiscriminata e comportamenti non corretti (cattura di pesce allo stato giovanile, pesca in aree e tempi vietati, utilizzo di attrezzi da pesca modificati, etc.), tali da comportare danni agli stock ittici e in generale all’ambiente marino.
Sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 26.000 euro e 125 kg. di prodotto ittico sequestrato a cinque pescherecci colti nell’esercizio abusivo della pesca a strascico in tempi non consentiti.
Nel corso dei controlli, poi al largo di Barletta e Trani una motovedetta della Guardia Costiera veniva speronata da un’unità di pesca della locale marineria nel tentativo di liberarsi dal controllo e recuperare la rete destinata al sequestro. Il comandante del peschereccio, rientrato in porto, è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Trani per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni aggravate.
Sono stati anche sequestrati 780 kg. di prodotto ittico a carico di tre motopesca delle marinerie del Gargano, per violazione di “obblighi in materia di registrazione e dichiarazione
relative alla cattura”, a cui hanno fatto seguito sanzioni amministrative per un totale di 12.000 euro (successivamente, 200 kg del medesimo prodotto veniva devoluto in beneficienza ad un istituto caritatevole di Vieste).
Sono stati sequestrati anche datteri e segnalato un impianto di pescicoltura di Mattinatella al cui interno c’era un’unità da pesca abbandonata e semiaffondata, che costituiva un evidente pericolo per la sicurezza della navigazione.











