Dopo le sparatorie di stamane a Carbonara e mercoledì scorso a Madonnella il sindaco Antonio Decaro ha chiesto l’intervento del Governo per fermare la pericolosa escalation della criminalità organizzata barese. “I tragici e preoccupanti fatti delle ultime ore a Bari stanno allarmando la nostra comunità – dichiara il sindaco Decaro – In pochi giorni due sparatorie hanno funestato la città creando sconcerto e legittima apprensione tra i cittadini.
Sappiamo che le attività delle Forze dell’Ordine sono già in corso e siamo sicuri che insieme al prezioso lavoro della Magistratura, daranno come sempre una risposta dura e immediata agli autori di questi infami episodi.
Se i due eventi dovessero essere legati tra loro, sarebbe purtroppo il segnale che è in corso una guerra tra organizzazioni criminali. Abbiamo bisogno dell’aiuto dello Stato per interrompere questa guerra e ne abbiamo bisogno subito.
Da parte mia sono disponibile a lavorare sin da subito con il governo per aiutarlo a prendere le decisioni migliori. Al ministro Salvini chiedo, a nome di tutti i baresi, di dar seguito alle sue dichiarazioni rilasciate qui un paio di settimane fa e di potenziare al più presto gli strumenti di controllo e di prevenzione dei reati nella nostra città.
Spero inoltre, che il ministro Bonafede proceda speditamente al ripristino della funzionalità del tribunale penale”.
Sisto (FI), governo intervenga per sicurezza Città
Commenta anche l’onorevole Sisto coordinatore di Forza Italia per Bari e provincia: “La sparatoria di oggi a Bari è, evidentemente, un fatto di inaudita gravità che rimarca le criticità sul fronte della sicurezza in Città. Quanto accaduto è il frutto dell’abbandono del Sud e della Puglia da parte del governo Renzi, unito al disinteresse del Sindaco Decaro e del Presidente Emiliano, la cui attenzione è costantemente rivolta alla loro perenne e autoreferenziale campagna elettorale”.
“Al di là delle differenze di appartenenza, – continua nella nota stampa il penalista barese -chiediamo al governo un intervento immediato, anche attraverso l’opera delle prefetture, per suturare questa larghissima e criminale ferita che corre il rischio di compromettere il ‘diritto alla quotidianità’ dei cittadini baresi”, conclude.











