E’ stata una giornata importante, quella di oggi 4 ottobre, per la sanità pugliese. Infatti è tornato a riunirsi il Consiglio Sanitario regionale, dove sono stati affrontati i problemi delle liste d’attese, dell’attività intramoenia e delle violenze fin troppo spesso all’ordine del giorno contro gli operatori della sanità, in Commissione Sanità si tornava a discutere della proposta di legge di Paolo Pellegrino sulla riduzione delle liste d’attesa.
Intanto nella III Commissione della Regione Puglia, presieduta da Pino Romano, i rappresentanti degli Ordini dei medici della province di Bari, Brindisi e Lecce in ordine alla proposta di legge (presentata da Paolo Pellegrino) “Provvedimenti per la riduzione delle liste d’attesa in sanità” e al disegno di legge sul “Sistema dell’ emergenza-urgenza della Regione Puglia. Istituzione dell’Azienda Regionale dell’Emergenza Urgenza della Puglia”.
Sul primo provvedimento gli ordini hanno riconosciuto che “va nella direzione di affrontare i problemi”, fermo rimanendo che a monte sussiste una carenza degli organici che va colmata se si vuole ottenere una reale riduzione del fenomeno delle liste d’attesa. Sì, quindi, alle verifica – prevista nella pdl – dei tempi di erogazione delle prestazioni in regime istituzionale con l’avvio delle necessarie azioni finalizzate al superamento delle criticità attraverso l’utilizzo delle quota del 5% prevista del regolamento regionale n. 2/2016, acquisendo le prestazioni necessarie dagli stessi medici in servizio, incrementando le ore a specialisti ambulatoriali e acquistando prestazioni da operatori accreditati esterni”.
Evidenziata l’esigenza che la verifica vada effettuata globalmente, includendo l’attività ambulatoriale che viene svolta dai medici ospedalieri a beneficio anche dell’utenza esterna.
“Qualche distinguo in più per il ddl sulla rivisitazione del servizio 118. I dati statistici nazionali sono positivi, ragion per cui non si ravviserebbe la necessità di un ulteriore tecnostruttura che avrebbe un’incidenza finanziaria notevole, tenendo conto della carenza di risorse. Chiesta la possibilità di scelta per i medici del 118 circa la possibilità di mantenere un rapporto di lavoro in convenzione o di passare alla dipendenza diretta del SSR (tramite concorso). E comunque i relativi posti che si andrebbero a creare in quest’ultima ipotesi “non devono erodere la pianta organica degli ospedali”.











