HomeCulturaColajemma, questa volta ci va sul serio a New York

Colajemma, questa volta ci va sul serio a New York

Questa volta il “Barese” a New York ci va sul serio. Gianni Colajemma è il barese, il simpatico attore e commediografo che ha creato “Un barese a New York”. Dopo il grande successo ottenuto realizzò una continuazione lo scorso anno, ed oggi torna sulle scene con “Un barese a New York 3”. E’ qualcosa che ricorda “Il padrino parte I” seguito da “parte II” e “parte III”. Si tratta di una vera saga che racconta le avventure di Joe Colella, un artista che da Bari si trasferisce nella Grande Mela per coronare il sogno di diventare attore.

Se la terza parte di questo sequel debutterà il 6 ottobre per la XXXIII stagione teatrale del Teatro Barium, il 21 di questo stesso mese Colajemma la porterà proprio a New York alle ore 18 allo Snug Harbor Cultural Center, con la collaborazione della “United Pugliesi Federation”. E’ quanto è stato annunciato in conferenza stampa mercoledì mattina.

“Quello che mettiamo in mostra è un mondo vario – ha detto l’attore barese – E’ sicuramente uno spettacolo molto comico, ma contiene anche una morale.” E che il pubblico abbia gradito le sue performance finora lo dicono chiaramente i numeri: 250 repliche e circa 50.000 spettatori.

“Si tratta di portare in America l’aria di Bari – ha proseguito Colajemma – e a tal proposito voglio citare un aneddoto legato alla figura di Pietro De Vito, il famoso ‘mba V’tucc’ de “La Caravella”, una trasmissione radiofonica di parecchi anni fa. Quando De Vito si presentò davanti al pubblico americano e fece esplodere un palloncino che aveva portato con sé dalla Puglia, a chi lo interrogò sul significato di quel gesto rispose: ‘Niente! ho voluto portare a New York un po’ di aria di Bari!”

Ha poi annunciato un nuovo progetto in embrione, “Bariland”, con il quale desidera dialogare con i ragazzi e infondere in loro amore per la città di Bari, in modo da evitare in futuro atti di vandalismo e di inciviltà in genere, nelle strade e nei confronti delle strutture architettoniche.

L’assessore alla cultura Maselli ha poi apprezzato il modo di indagare attraverso la commedia ironica il costume medio del Barese, creando un impatto forte ma efficace. “E’ importante entrare con il coltello nella piaga – ha sottolineato – ma con il sorriso. Se il teatro fa solo ridere e non “graffia” non ha valore. Il “graffio” serve a indurre alla riflessione una volta passata l’ilarità. Joe Colella è il classico meridionale pasticcione e cialtrone, ma in fondo all’anima è sostanzialmente buono”.

Il sindaco De Caro, che è intervenuto per ultimo, ha dichiarato che il teatro popolare a Bari ha grande seguito e Colajemma è un perfetto interprete della baresità più autentica. Ha quindi annunciato la riapertura dei nostri contenitori culturali in restauro: il Museo Archeologico e il Teatro Margherita entro la fine dell’anno, il Teatro “Piccinni” nel 2019. Prendiamo per buona la notizia, perché, come egli stesso ha detto, “i cittadini devono avere la possibilità di fruire di tutte le forme d’arte”.

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Redazione
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