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Juncker ancora contro l’Italia: “Se accettiamo la vostra manovra, ci riempiranno di insulti”

Non demorde il Presidente della Commissione Europea Juncker, spergiurando l’impossibilità di assecondare i desiderata italiani su deficit e Manovra economica, altrimenti i vicini, gelosi, se la prenderanno con l’Unione Europea stessa, colpevole di essere troppo morbida con l’Italia.

Il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte è stato netto: “L’Italia è fondatore Ue e contributore netto: forte di questa posizione andiamo a Bruxelles con una manovra economica di cui siamo orgogliosi e su cui vogliamo dialogare senza pregiudizi. L’austerity non è più percorribile.”

Abbiamo già versato troppo sangue, il senso delle parole, non si può più fare spending review e riduzioni di Bilancio sacrificando la crescita, l’occupazione e la tutela delle fasce più deboli. In questo senso vanno letti i vari Reddito di Cittadinanza, pensione di cittadinanza, abolizione della legge Fornero.

Oltre alla tagliola sulle norme che imbrigliano le imprese ed un inizio, forse troppo timido, di flat tax, impostata più come estensione del precedente regime dei minimi, tra l’altro con due aliquote e per i soli professionisti. Vi è però la promessa di ingrandire l’azione fiscale nei prossimi anni. Oltre alla rottamazione delle cartelle sotto i mille euro ed una pace fiscale per i contenziosi sino a 100mila euro.

Nel frattempo un miliardo di euro sono stati messi in cantiere per la sicurezza logistica delle infrastrutture, onde prevenire altre tragedie come il Ponte Morandi di Genova.

Misure espansive, coraggiose, con una proiezione al futuro, che però hanno trovato di traverso ancora una volta la squadra europea, preoccupata per la marcia indietro sugli obiettivi concordati da tutti i Paesi UE, dove l’unica preoccupazione è il deficit a 0% ed un debito pubblico complessivo entro il 60% del PIL.

Numeri che oggi come non mai, sembrano una evirazione programmata senza anestesia sui conti pubblici, che cozzano sui due concetti base che più premono all’attuale esecutivo, ovvero Sovranità e prosperità.

È plausibile vengano prese misure straordinarie e sanzionatorie nei confronti del nostro Paese, ma l’UE agirà con la cautela del caso in vista delle elezioni di Maggio 2019, un atteggiamento troppo aggressivo potrebbe tramutarsi in una pietra tombale per gli attuali controllori della macchina burocratica.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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