HomePoliticaIntramoenia e liste d'attesa, è braccio di ferro tra Fabiano Amati e...

Intramoenia e liste d’attesa, è braccio di ferro tra Fabiano Amati e Michele Emiliano

Prosegue sul tema delle liste d’attesa e dell’intramoenia un vero e proprio braccio di ferro tra Fabiano Amati e Michele Emiliano.

Materia del contendere è la proposta di legge sull’abbattimento delle liste di attesa, fortemente voluta da Fabiano Amati e contrastata dal governatore pugliese che, secondo fonti di stampa, da ultimo avrebbe provato a convincere alcuni consiglieri regionali della sua maggioranza a votare in senso contrario al provvedimento, anche con un sms personale inviato nei giorni scorsi.

Cosa che, naturalmente, a Fabiano Amati non è piaciuta affatto.

“Se Emiliano ha un consigliere che si chiama Procacci – sottolinea Amati – è normale che si metta a procacciare i voti dei consiglieri regionali. È discutibile se questa attività si svolga per assecondare pochissimi medici che temono, peraltro infondatamente, di subire un danno al reddito, mettendo così in secondo piano le file dei cittadini al Cup e tutti i dati statistici in possesso della Regione”.

“La proposta di legge – prosegue Amati – sta suscitando conflitti e anche qualche colpo basso, perché non si riesce ad accettare l’idea che la legge italiana non consente che i tempi d’attesa dell’attività istituzionale non siano allineati a quelli per l’attività a pagamento. Di qui viene fuori un rumorosissimo arrampicarsi sugli specchi, fatto di circostanze e opinioni prive di ogni nesso con i terribili dati statistici che segnalano questa profonda disuguaglianza nell’accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie”.

“Nel corso di questi mesi – aggiunge – ho messo in risalto, senza mai avere la soddisfazione di una replica pertinente, che i dati pugliesi consegnano una notevole differenza nei tempi d’attesa per prestazioni istituzionali e a pagamento, a parità di prestazioni, personale ed ore di lavoro.

“Se la legge dice che tale differenza non può sussistere – dice Amati – è mai possibile non intervenire con un rimedio meramente attuativo? Se la legge dice che bisogna pubblicare su internet tutti i dati analitici delle attività a pagamento, è mai possibile tollerare che alcune aziende lo facciano parzialmente ed altre per niente? Se la legge dice che i tempi d’attesa sono livelli essenziali d’assistenza, è mai possibili che diventino per nulla essenziali al cospetto di un timore di danno economico avanzato da pochissimi medici? Queste sono le domande – conclude il consigliere Amati – su cui sarebbe il caso di procacciare risposte, magari pertinenti ai dati e più accordate alle leggi”.

Per Emiliano, invece, “il sistema va reso più muscolare e meno passivo. Non è possibile che la soluzione di questi casi sia sempre l’intramoenia. Nel senso che durante l’orario di lavoro i medici devono fare il loro dovere. Però colpevolizzare i medici e basta secondo me è un errore. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio perché  la stragrande maggioranza degli operatori sanitari fa il loro dovere. Quindi colpevolizzarli in modo generale mi sembra un errore”.

“Il Presidente Emiliano – sottolinea Amati – sbaglia e proverò a fargli cambiare idea. La nostra proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa non colpevolizza i medici ma li rende protagonisti della missione di ridurle. Così come chiedono i cittadini e come prescrive la legge, il contratto dei medici”.

“L’attività a pagamento – conclude Amati – non è una sorta di libera professione dentro l’ospedale, o un aiuto fuori dall’orario di lavoro che i medici danno per abbattere le liste d’attesa. È invece una possibilità offerta ai pazienti di scegliersi il medico, diventata però un rimedio per scalare le lunghe attese per le visite istituzionali. Che di questo si tratti è provato dal fatto che dai dati raccolti dalla Regione risulta che i tempi d’attesa siano profondamente disallineati, per le classi di priorità breve e differita, e a parità di numero di prestazioni, personale impiegato e ore di lavoro dedicate”.

Ed è per questo che è urgente una riforma del settore. Sempre che all’interno della maggioranza si riescano a raccogliere i voti necessari.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Redazione
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img