É composta da quasi 100 indicatori la classifica nazionale annuale della qualitá della vita elaborata da Italia Oggi. L’area metropolitana di Bari, sprofonda quest’anno al 103 posto (su 110) perdendo 7 posizioni rispetto al 2017.
La classifica, redatta annualmente dal quotidiano economico in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e pubblicato lunedì scorso, si basa su diversi parametri, tra cui affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.
E per Bari il risultato è al di sotto di qualunque aspettativa, con uno scoraggiante 103esimo posto nella parte più bassa della classifica insieme ad altre metropoli del Sud come Napoli e Palermo, classificatesi rispettivamente 108esima e 106esima, solo qualche punto al di sopra del fanalino di coda Vibo Valentia.
Ed alcuni indicatori sono davvero disarmanti. La spesa mensile pro capite si riduce a 839 euro (92 posto, meno 5 posizioni rispetto lo 2017). Il tasso di disoccupazione giovanile passa al 56% (109 posto, meno 12 posizioni rispetto il 2017). L’indice di emigrazione si incrementa al 17,68 ogni mille abitanti (perdendo ancora una posizione rispetto al 2017). Il rapporto giovani/anziani peggiora ancora, poiché gli over 65 diventano il 25% della popolazione barese. Aumenta la mortalitá delle imprese al 7,7 ogni 100 attive (meno 24 posizioni rispetto il 2017).
Ne hanno parlato questa mattina in conferenza stampa i consiglieri comunali di opposizione Giuseppe Carrieri (impegno civile), Filippo Melchiorre (Fratelli d’Italia) e Michele Picaro (Lega)
“Una Cittá quindi piú povera, senza lavoro, con meno imprese, con piú anziani e con le giovani generazioni che se ne vanno – sottolineano Giuseppe Carrieri – un disastro amministrativo, poiché nessuna efficace politica é stata in questi anni messa in campo per contrastare questi trend”.
“Del tutto improduttiva, per esempio, é ormai da ritenersi l’operazione Porta Futuro che al di lá dei costi di realizzazione evidentemente nulla ha poi prodotto. Noi abbiamo proposto altro con piú atti amministrativi. La vendita dell’Amgas srl e il reinvestimento dei circa 80 milioni di euro ricavabili, in sgravi fiscali per chi viene a vivere a Bari oppure apre una nuova impresa a Bari assumendo disoccupati baresi; sostegni alla natalitá. Abbiamo proposto l’immediato insediamento e sostegno comunale delle zes nella zona portuale. Abbiamo proposto infine di sostenere fortemente le imprese che si riconvertono alla green economy, in modo da far diventare Bari hub del Mediterraneo in tale comparto industriale. Il comparto che tutte le analisi economiche individuano come volano di sviluppo del futuro”.
E poi Picaro specifica: “Qualora Antonio Decaro governi la città anche l’anno prossimo, diventeremo fanalino di coda della classifica”. E proseguendo sottolinea come “la percentuale di disoccupazione ed emigrazione giovanile è raddoppiata, oltre che l’indice relativo al disagio sociale e le politiche sulla sicurezza. Sono questi gli elementi di cui siamo già fanalino di coda che ci hanno ulteriormente fatto arretrare di altre 7 posizioni.
Ancora più sconcertante è il fatto questi temi sono da sempre stati i cavalli di battaglia del centro-sinistra. Alle prossime elezioni amministrative ed europee i cittadini li faranno diventare cavalli di Troia, bocciando sonoramente il centrosinistra”.
“Emerge una fotografia di Bari desolante – ha commentato Filippo Melchiorre – Servirebbe meno Decaro e più decoro. Creeremo una cittadella del lavoro per far incontrare domanda e offerta! La priorità per noi è lavoro e sicurezza!”











