Dieci anni di indagini, ventitrè capi di accusa, un processo lungo per tutti, in primo luogo per gli imputati, e adesso la prescrizione. L’ex assessore pugliese e poi senatore del Pd, Alberto Tedesco, sarà, infatti, prosciolto per prescrizione del reato anche dall’accusa di associazione a delinquere. L’ipotesi accusatoria vedeva, infatti, l’allora assessore regionale alla Sanità coinvolto in posizione apicale in un sorta di “cupola” regionale per la gestione affaristica della sanità pugliese. Ma dopo la prescrizione degli altri capi d’accusa, adesso, arriva anche per l’associazione a delinquere, e Tedesco esce dunque definitivamente dal processo senza essere stato giudicato (e quindi senza nemmeno la possibilità di provare la propria innocenza).
La Procura di Bari ha chiesto il proscioglimento per l’ex assessore regionale pugliese, ritenuto a capo della presunta associazione per delinquere che tra il 2005 e il 2009 avrebbe gestito la sanità pugliese, pilotando nomine e truccando gare d’appalto.
Al termine della requisitoria, il pm Luciana Silvestris e l’aggiunta Lino Giorgio Bruno hanno chiesto la condanna a 4 anni di reclusione per quattro imputati accusati dell’unico reato che non si è ancora prescritto, una concussione risalente al gennaio 2009 relativa al trasferimento di una infermiera da un reparto ad un altro dell’ospedale di Terlizzi.
Tutto il resto dell’annosa inchiesta si è risolto in uno sbuffo di fumo.











