E ora la Danimarca porta i clandestini su un’Isola

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Da quando nel 2015 è nata una coalizione governativa di centrodestra, tante sono state le iniziative in Danimarca per scoraggiare i migranti dall’arrivo e dall’approfittare del suolo danese. Il Primo Ministro Lars Løkke Rasmussen ha inasprito i test per ottenere la cittadinanza, introdotto il divieto di burqa, e permesso la confisca di beni e gioielli ai migranti.

Non solo, iniziative legislative sono state intraprese per stanare 25 aree del Paese in cui ci sono veri e propri quartieri ghetto, dove i musulmani dettavano legge (culturale), ora si sta tentando di promuovere un’assimilazione e non la sopraffazione costante.

Per quel che concerne i rifugiati, l’Esecutivo ha dichiarato che l’intenzione non sia quella di integrarli, ma di ospitarli sino al rimpatrio: “Non è facile chiedere alle famiglie di tornare a casa, se si sono effettivamente stabilite. Ma è la cosa moralmente giusta da fare.”

Ora, per chi ha commesso reati o s’è trovato respinta la domanda d’asilo ma non si riesce ad espellere, la pacchia è finita. Nella manovra economica – su richiesta del partito Dansk Folkeparti – ha preso piede la villeggiatura forzata su un’isola di proprietà statale, con scarsi collegamenti esterni. Situata a 2,5 km dalle coste danesi, oggi deserta ed usata per esperimenti veterinari, verrà attrezzata per i migranti. 

Non sarà una prigione, verranno organizzati battelli da e per l’Isola, eccezion fatta la sera, in cui vi sarà obbligo di dimora. Esulta il Partito del Popolo, con lo sdegno delle opposizioni e di alcune ONG che parlano di collasso umanitario: “Espulsi, i criminali stranieri non hanno motivo di rimanere in Danimarca. Fino a quando non riusciremo a liberarcene, li trasferiremo sull’isola di Lindholm. Saranno obbligati a rimanere nel nuovo centro di espulsione durante la notte e ci sarà la polizia tutto il giorno. Grande!”.

L’Europa dove i Governi hanno sonnecchiato per tempo immemore mentre le coste venivano invase, s’è trovata di colpo, con geografia a macchia di leopardo, a dovere attuare misure drastiche di ridimensionamento del fenomeno in atto.

I cittadini se non fossero stati massacrati dall’austerità e dal taglio del welfare state, non avrebbero avallato tali scelte.

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