Foggia e Verona termina 2-2- Super Silvestri salva gli ospiti. Iemmello spreca un rigore

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Foggia e Verona alla fine dividono la posta in palio. Un punto a testa che non accontenta il Verona, due volte in vantaggio, e nemmeno i pugliesi, bravi a rimontare in due occasioni il punteggio e che a lungo hanno tenuto il pallino del gioco, sprecando numerose palle-gol e trovando un portiere assoluto protagonista del match come Silvestri (almeno tre parate clamorose, oltre ad un rigore respinto per lui).

Alla vigilia della partita dello Zaccheria i tifosi rossoneri (ma anche Pasquale Padalino) avevano chiesto ai giocatori una prova di orgoglio ed una reazione dopo le due brutte sconfitte di Salerno e Perugia.

Ed il Foggia ha messo in campo tutto il suo orgoglio, in una sfida, nell’ultima giornata di andata, contro una squadra in gran forma ed una delle principali pretendenti al salto in Serie A.

La formazione vede in campo Noppert al posto di Bizzarri, il rientro di Tonuccil, Kragl e Gerbo tra i titolari ed il tridente, con Galano più arretrato rispetto a Mazzeo e Iemmello. Nel Foggia mister Fabio Grosso ridà fiducia ad Henderson e Gustafson a centrocampo, mentre in attacco ci sono i soliti Lee, Matos e Pazzini.

Il Foggia parte a testa bassa, e subito mette alle corde un Verona che entra in campo stordito. Poco dopo però viene fuori la classe e l’organizzazione dei veneti, con un tasso tecnico decisamente migliore di quello del Foggia, e la partita resta molto gradevole, con due formazioni che accettano di scontrarsi sulla velocità.

Proprio su un ribaltamento di fronte Pazzini è lesto ad approfittare di una respinta di Noppert su conclusione del sudcoreano Lee ed a fulminare il portiere del Foggia da autentico rapace dell’area di rigore qual è.

Dopo il gol degli ospiti sembrano tornare i fantasmi che in queste ultime settimane hanno tormentato la squadra rossonera, con qualche errore di troppo anche banale ed una fragilità incombente. Ma solo per qualche momento.

Padalino è stato bravo a tirare le redini ed a riportare i suoi ragazzi nel giusto focus. Si gioca soprattutto sulla destra, con Zambelli e Galano a spingere più di Kragl dall’altro lato. E poco prima della mezz’ora arriva il meritato pareggio con Mazzeo che approfitta di una distrazione della difesa scaligera dopo un’azione insistita ed un cross di Zambelli e supera Silvestri con un tocco di prima.

Il Foggia spinge ancora, e cerca il vantaggio, ma il Verona è squadra compatta e sa giocare soprattutto di rimessa. Proprio nel momento migliore del Foggia è Zaccagni, tra i migliori dei suoi, a sfuggire a Zambelli con una gran finta, ed a mettere al centro un cross che sembra innocuo. Noppert però smanaccia malamente e la palla resta tra i piedi di Lee che proprio non può sbagliare. Si va al riposo sull’1-2 e la sensazione di tutti è che il risultato sia bugiardo e crudele nei confronti di un Foggia volenteroso ed impegnato.

Nella ripresa si riparte con lo stesso schema tattico: il Foggia avanti ed il Verona di rimessa a cercare ampiezza d’attacco con il tridente e Pazzini al centro. ll gioco è maschio e spesso di sono scontri anche rudi, ma non oltre il consentito.

I pugliesi a perdere proprio non ci stanno, e Silvestri inizia a salire in cattedra; prima para una conclusione da fuori di Iemmello, poi respinge un calcio di rigore allo stesso centravanti del Foggia, che sulla ribattuta manda clamorosamente fuori di testa a porta vuota.

Ma al 28′ della ripresa proprio non può farci nulla quando Gerbo scarica un destro velenosissimo e potente che si infila proprio sotto la traversa dopo un assist di Kragl (meglio la ripresa del primo tempo). Per il centrocampista di scuola-Inter è il terzo gol stagionale ed il Foggia raddrizza il risultato.

Il finale è tutto di marca rossonera, ma Galano sciupa una grande occasione ipnotizzato ancora da Silvestri, mentre Gerbo sfiora la doppietta con un clamoroso tiro da 35 metri che sfiora il palo al quarto dei sei minuti di recupero.

Il risultato non cambia, ed alla fine resta la sensazione di un Foggia in crescita, a cui il pareggio va stretto per la mole di gioco prodotta (oltre il 60% di possesso palla) e le occasioni avute. Resta il rammarico per il rigore gettato al vento da Iemmello (ma ancora più clamoroso l’errore sulla respinta del portiere) e la consapevolezza che ci sono margini di miglioramento notevolissimi.

Adesso arriva una pausa salutare. Tre settimane per tirare il fiato, recuperare una condizione atletica migliore ed assimilare il credo calcistico di Padalino. Questo Foggia non merita i bassifondi della classifica, ma per tirarsi su verso posizioni migliori non basta. Serve lavoro e dedizione.

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