Trivellazioni: ancora un assalto ai mari pugliesi

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Dal Comitato “No Petrolio, Si energie rinnovabili” riceviamo e pubblichiamo una letteera-denuncia su quanto sta accadendo, e soprattutto potrebbe accadere in un prossimo futuro, con i nuovi permessi alle prospettazioni petrolifere all’attenzione del Governo.

Quanto ratificato dal MISE nel BUIG del 31 dicembre scorso non è affatto di poco conto: anche Global Med, diventando titolare nel Mar Ionio dei permessi di ricerca F.R43.GM, F.R44.GM e F.R45.GM, raggiunge Northern Petroleum (F.R39.NP e F.R40.NP, costa adriatica tra Mola di Bari e Carovigno) tra le compagnie autorizzate a effettuare prospezioni petrolifere nei nostri mari.

Altre 15 istanze aspettano il loro turno, già forti del parere di compatibilità ambientale rilasciato dal Ministero dell’Ambiente.

Un anacronistico assalto al mare.

Non abbiamo mai lesinato critiche all’avanzamento di ogni tassello di questo complesso puzzle, perché ogni passo in più rende sempre più complicata la situazione, né le risparmieremo oggi. Ed ancora più chiaramente ci siamo espressi nel definire la situazione: grave, urgente e risolvibile con atti politici, ancor più che meramente amministrativi.

Eppure, il 27 marzo 2018 non abbiamo certo mancato di esprimere la nostra soddisfazione nel constatare l’approvazione, in Consiglio Regionale, della mozione sul Piano delle Aree, presentata dal gruppo pugliese del Movimento 5 Stelle sotto sollecitazione dei Comitati e delle Associazioni   ambientaliste territoriali.

A seguito di quell’atto, avevamo tuttavia fatto seguire delle richieste ben precise e circostanziate, che sarebbero servite per rendere un po’ meno amaro questo gennaio 2019. A nessuna di queste richieste sono seguite dei fatti concreti, per cui crediamo sia opportuno ribadirle:

– Al Presidente del Consiglio Regionale Mario Loizzo di portare avanti, con velocità e determinazione, quanto approvato in consiglio regionale, ovvero di farsi promotore presso la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni di un’iniziativa di Legge sul “Piano delle Aree”

– Al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di convocare al più presto il tavolo regionale istituzionale promesso nella conferenza stampa del 15 marzo scorso, garantendogli adeguato supporto tecnico per il tramite della dirigente Barbara Valenzano (da lui indicata), per valutare qualunque altra azione possa essere opportuna

– Al M5S in particolare, e a qualunque altra forza politica farà parte del nuovo governo, l’impegno formale a inserire il “Piano delle Aree” e la definizione di un quadro normativo più trasparente come punti prioritari nella formazione dell’agenda del nuovo Governo ben consci che, senza questo impegno, qualunque proposta di legge rischierebbe di arenarsi o di non essere sostenuta dal nuovo Parlamento.

A quest’ultima richiesta, in linea con quanto ribadito dal Coordinamento Nazionale No Triv, era stata aggiunta una moratoria temporanea nell’accordare nuovi permessi, nell’attesa che nuove norme di legge definissero un quadro più chiaro.

Solo a fronte di un forte e inequivocabile segnale proveniente dai territori, magari anche da regioni del Nord, sarà più difficile per il Governo eludere delle richieste chiare e precise.

Ma ora termini il periodo delle parole e si passi ai fatti.

Siamo contenti che il Presidente Emiliano presenterà ricorso al TAR contro i permessi rilasciati a Global Med, ma avevamo anche chiesto che la Regione Puglia continuasse a essere protagonista della lotta alle trivelle tutti i giorni, e non solo nelle emergenze, tra l’altro in linea con quanto ribadito dalla stessa presidenza regionale.

Siamo contenti che autorevoli esponenti del Governo ribadiscano, in queste ore, la propria contrarietà al prosieguo dell’era degli idrocarburi e che si voglia costruire un tavolo di confronto con le realtà No Petrolio e No Triv per “lavorare insieme a norme partecipate”, ma chiediamo che il confronto si apra in maniera solida ed efficace, in ottica interministeriale.

Per ora, abbiamo solo qualche permesso di ricerca in più e questo, per la Puglia, può essere solo un forte segnale di preoccupazione.

Silvia Russo
Portavoce Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”  

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