Anche il Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili” ha partecipato all’incontro tenutosi a Bari, lunedì 14 gennaio 2019, convocato dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, a cui hanno partecipato autorevoli esponenti delle Regioni Basilicata, Calabria, Marche, Molise e Veneto.
Ecco, di seguito, le considerazioni di Silvia Russo, portavoce del Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili.
“Prendiamo atto, con speranza e realismo, della volontà di ricostruire un fronte istituzionale unitario contro le trivelle, che parta dalle Regioni che, ad aprile 2016, si schierarono fortemente a sostegno dei referendum no triv.
La volontà di presentare un documento unitario in Conferenza Stato – Regioni sul divieto all’utilizzo della tecnica dell’air-gun per le prospezioni e verso la reintroduzione del Piano delle Aree è una volontà politica importante, che guardiamo con favore.
Tuttavia, la complessa situazione legislativa che ruota attorno al settore degli idrocarburi necessita di interventi attenti e di visione lunga, per evitare che le novità normative introdotte rischino di essere escamotage di natura temporanea o, peggio ancora, elettorale.
Il “fronte” delle Regioni deve necessariamente spendersi per restituire centralità alle volontà dei territori sul tema, per evitare di rimanere esclusi da scelte che hanno quasi sempre rilevanti conseguenze in termini economici e ambientali. Per questo motivo, il Piano delle Aree deve riguardare tutti i provvedimenti futuri o in corso di perfezionamento, essere legato a un’Intesa forte con i territori interessati ed avere un termine preciso per la sua attuazione, per evitare di restare lettera morta o inefficace.
Un indispensabile lavoro per poter giungere alla riapertura della discussione attorno alla Strategia Energetica Nazionale che porti il Paese fuori dall’anacronistica era degli idrocarburi, verso una visione ecosostenibile, lungimirante e al passo con i tempi.
Il lavoro istituzionale da svolgere deve avere una cabina di regia continuativa ed efficace, affidata ad esperti e referenti politici, in grado di mantenere quel fondamentale collante con i territori e i movimenti, capaci di sostenere una battaglia al momento lungi dall’essere risolta.
Ecco perché l’occasione è stata consona per rimarcare al presidente Emiliano la necessità far partire operativamente quanto prima il tavolo inter-istituzionale con movimenti e associazioni, promesso sin da marzo 2018 e fino ad ora mai attuato, che permetterebbe alla Regione Puglia di essere apripista e punto centrale della lotta alle trivelle. Tavolo che, probabilmente, avrebbe permesso sin da subito di intraprendere azioni più concrete e incisive, evitando di rincorrere le emergenze.
Non c’è più tempo prezioso da perdere. Un paese democratico come l’Italia deve avere la forza di dialogare e cambiare realmente passo”.











