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Dopo il via libera al reddito di cittadinanza approvato ieri con il “decretone” del governo gialloverde, non è tardata ad arrivare il secco “No” di Giorgia Meloni. Lo ha fatto sui social, dove contro il provvedimento voluto da Luigi Di Maio va giù duro duro.
La leader di Fratelli d’Italia nel suo post definisce il provvedimento “Una manna soprattutto per immigrati, rom e lavoratori i nero”.
La Meloni dunque ha raccolto l’appello del direttore di Libero quotidiano, Vittorio Feltri, che ha definito il reddito di cittadinanza “una sceneggiata napoletana basata sulla distribuzione di prebende a cani e porci“.
Un referendum per abrogare il reddito di cittadinanza
La deputata romana è pronta a dichiarare guerra al provvedimento: “Siamo pronti a promuovere un referendum per abrogare, in tutto o in parte, la follia del Reddito di Cittadinanza e a costituire i comitati per la raccolta delle firme per abolire questo pessimo provvedimento”.
La Meloni invece vorrebbe che quei fondi siano destinati “a chi ha davvero bisogno e alle imprese che assumono giovani e disoccupati”.
“Bene quota 100, era nel programma di Fratelli d’Italia”
La leader di FdI, poi, promuove la riforma delle pensioni voluta da Salvini: “Bene l’introduzione di Quota 100, giusto che chi ha versato 38 anni di contributi possa andare in pensione se vuole. Era nel programma di Fratelli d’Italia e con coerenza in Parlamento voteremo a favore di questi articoli del provvedimento”, conclude la Meloni.
Fitto: “Condivido iniziativa di Giorgia Meloni, serve referendum abrogativo”
Condivide a pieno la posizione della Meloni anche il presidente di Direzione Italia, Raffaele Fitto, dichiarandosi contrario alle misure “meramente assistenziali”.
“Il reddito di cittadinanza – ha dichiarato l’eurodeputato – non abolisce la povertà in Italia, né tanto meno risolve i problemi della mancanza del lavoro! E vogliamo che a dirlo siano proprio gli italiani, per questo condivido l’iniziativa di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia per l’indizione di un referendum abrogativo, così come sollecitato dal direttore di Libero.
Siamo da sempre contrari a misure non di sostegno allo sviluppo e al lavoro, ma meramente assistenziali, che per altro favoriscono il lavoro nero. Ma è chiaro che da quello che abbiamo sentito in conferenza stampa ci sembra, altresì, alquanto improbabile che la misura possa essere addirittura applicata: mancano risorse e la necessaria organizzazione. Tutto viene fatto in deficit e con centri per l’impiego che sono privi di adeguato personale. Altro che navigator”.











