Siderurgico di Taranto. L’Ugl: “Il conto lo pagano i lavoratori”

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Taranto, il siderurgico, il lavoro ed un conto salatissimo da far pagare a qualcuno. E l’Ugl Taranto non ha dubbi. A pagare alla fine del pranzo saranno ancora una votla i lavoratori, nonostante le promesse ed i tanti proclami degli scorsi mesi. E nulla ancora è cambiato dai tempi della famiglia Riva ad ArcelorMittal.

Ecco la nota della Ugl Taranto che denuncia lo stato di abbandono e di lassismo in corso negli impianti ex Ilva, con lavoratori sballottolati come pezzi di carta tra i vari uffici ed una burocrazia che la fa ancora da padrone.

“Dopo la famosissima firma dell’accordo per ILVA di Taranto del 6 settembre, sembra essere ricaduti nella morsa del menefreghismo e mancanza di responsabilità, con un conto amarissimo da pagare a carico dei lavoratori e dei cittadini.

Dovremmo far capire alle istituzioni che ci rappresentano che un accordo politico a salvaguardia dello stato occupazionale non può e non deve ledere i lavoratori ed i cittadini di Taranto. I lavoratori che sono stati assunti da ArcelorMittal, sono anni che lottano per salvaguardare la propria vita da impianti fatiscenti, per mantenere il proprio posto di lavoro e per avere quanto di loro diritto: il TFR maturato negli anni di lavoro, mai avuto a causa della disastrosa gestione “Riva”.

Basti pensare che ancora oggi, a distanza di anni, il lavoratore assunto da ArcelorMittal per ottenere il pagamento del proprio TFR deve avventurarsi nei meandri delle pratiche amministrative, capire la differenza tra TFR Fondo di Garanzia e TFR Fondo di Tesoreria, fondi complementari, modello SR163, SR52, SR41, SR35. Una vera impresa, alla quale si aggiunge la difformità delle informazioni tra Amministrazione Straordinaria, ArcelorMittal, Patronati, Inps Provinciale e Regionale.

Ancor peggiore la posizione dei lavoratori posti in CIGS i quali pur volendo, non possono richiedere il TFR in quanto non hanno “tecnicamente” cessato il loro rapporto con ILVA A.S., che inoltre ha comunicato di non poter più anticipare il pagamento della CIGS e pertanto il lavoratore dovrà ricevere la propria retribuzione con due bonifici, uno direttamente da INPS ed uno dalla stessa AS, ovviamente senza alcuna certezza sulla valuta dello stipendio come se il lavoratore in CIGS non avesse degli impegni economici o una famiglia. A questo dobbiamo aggiungerci che a causa della suddivisione della retribuzione CIGS, perderanno mensilmente, dalla già misera retribuzione, le detrazioni fiscali ed il cosiddetto “Bonus Renzi”, che potranno recuperare solamente nel 2020 (tra circa 18 mesi) con la
dichiarazione dei redditi.

Dopo l’accordo gli unici cambiamenti reali sono la retribuzione mensile più bassa e la riduzione delle ferie, maturate in decenni di lavoro. Questo era il prezzo da pagare per mantenere la maggior parte dei posti di lavoro in un ambiente lavorativo che doveva essere migliore ed un atteggiamento aziendale diverso e propositivo, non esclusivamente volto a salvaguardare la produzione.

Ad oggi purtroppo rileviamo la totale mancanza di manutenzione ordinaria, cioè quegli interventi non previsti dal piano ambientale e industriale ma previsti dalle normative e dalle leggi. E’ inconcepibile che a distanza di pochi mesi, assistiamo ancora ad incidenti sul posto di lavoro, ad emissioni di vario genere.

Spesso è stato definito quell’ dell’ILVA in AS un accordo denominato ad “ESUBERI ZERO”, ma al momento la città soffre dell’impatto ambientale come in passato ed i lavoratori in CIGS sono ancora tantissimi, 1775.

Nel siderurgico di Taranto in realtà vige una sola regola per tutti, abbassare i costi ed aumentare la produzione. Basti pensare che l’indotto ha ricevuto dei ribassi notevoli e pur di mantenere gli appalti, assumono all’interno del Siderurgico i lavoratori che dovrebbero rifarsi al CCNL Metalmeccanico, con un contratto nazionale peggiorativo, quello Multiservizi (con paga oraria inferiore), che di solito si utilizza per servizi ben meno specifici e di minore rilevanza.

La UGL vuole un piano di rientro dei lavoratori posti in CIGS, scaglionato e programmato, per restituire loro dignità e sostegno per le proprie famiglie, che ArcelorMittal si impegni nell’immediato nella manutenzione ordinaria ed aumenti i livelli di sicurezza e prevenzione, che il Ministro dello Sviluppo Economico, torni ad interessarsi della nostra città e del Siderurgico.

Aggiunge il Segretario Calabrese – La UGL continuerà a diffondere informazione con la trasparenza che la contraddistingue, a costo di essere impopolare ma è giusto che lavoratori e cittadini sappiano lo stato attuale. Continueremo con la formazione di nuovi gruppi di lavoro dentro e fuori al Siderurgico per tutelare i diritti dei lavoratori, senza mezzi termini. Siamo pronti a riunirci e a lottare con tutti coloro che condividono il nostro pensiero, un Siderurgico rispettoso della città, dedito ad una veloce ricollocazione in ArcelorMittal del personale attualmente in Cigs”.

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