Vittorio Cannone: ”Una donazione con il cuore alla Fondazione archeologica canosina”

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Un esempio ed un atto di generosità per le generazioni future. Con il cuore pensando a chi, un giorno, potrà utilizzare di quello che un tempo era il suo terreno per usufruire di un bene archeologico e culturale a disposizione di tutti.

Un’importante donazione, a favore della Fondazione archeologica canosina, è stata effettuata dal signor Vittorio Emanuele Cannone e dai suoi eredi Anna Maria, Antonio, Sara e Michele, lo scorso 5 febbraio 2019.

Si tratta della proprietà di un fondo ubicato nell’area compresa tra gli Ipogei Lagrasta ed il sito archeologico della Fullonica ed è pari ad un 1/4 di superficie di una proprietà privata divisa. La posizione del fondo risulta essere interessante, proprio perché a ridosso delle due aree archeologiche già citate, rendendo possibile l’organizzazione e lo svolgimento, autorizzazioni permettendo, di una serie di servizi in funzione della fruizione turistico-archeologica dei luoghi. L’area è anche caratterizzata dalla presenza di una via d’accesso diretto alla particella, che la collega con Via Tito Livio. Un cancello, in fondo a questa stradina, permette l’accesso alla particella, posto adiacentemente alla Fullonica.

Il signor Vittorio Cannone, 82 anni, ha così dichiarato con emozione:” Ho deciso di donare questo terreno alla Fondazione archeologica canosina perché saprà farne buon uso. Ho dedicato la mia vita al lavoro e al sacrificio per la mia famiglia e voglio lasciare un dono alla città. Quella piccola porzione di terreno permetterà di realizzare grandi cose che vedranno coinvolti i cittadini del futuro. L’ho fatto per loro, per tutti i bambini che vengono a trovare noi anziani in questa casa di riposo e a riempire di allegria le nostre giornate.Grazie alla Fondazione che si prodiga tanto per Canosa, perché lo fa col cuore come io ho donato con amore questo piccolo terreno. Sono sicuro che sarò d’esempio per gli altri proprietari:anche loro saranno mossi dalla stessa motivazione”.

Ci auguriamo che tale atto di mecenatismo possa trovare proseliti, ricordando che la FAC è una Onlus e che le sue finalità sono indicate nell’oggetto sociale. Qualsiasi emolumento in favore della FAC rientra nel regime di deducibilità prevista dalla cosiddetta “Art Bonus”.

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