Negli ultimi anni per gli italiani è diventato sempre più oneroso mantenere un conto corrente bancario.
La gestione dei classici conti nelle filiali fisiche, ma anche quelli online, hanno fatto registrare delle continue crescite nei costi fissi di gestione che hanno toccato un +1,8% nel corso del 2017.
Secondo dei dati recenti di Bankitalia, le spese di gestione dei conti sono aumentate di 1,8 euro nel 2017, rispetto all’anno precedente, e queste ultime si attestano a una media di 79,4 euro annuali.
La ragione che ha determinato questi aumenti diffusi sta nella crescita dei canoni di base e di quelli relativi alle carte di debito e di credito.
Proprio per questo, quando si sceglie un conto corrente, è bene valutare attentamente ogni singolo costo che viene applicato dall’istituto di credito, evitando così di trovarsi con dei costi nascosti di cui non si era a conoscenza.
È bene quindi leggere attentamente tutte quelle all’apparenza noiose documentazioni contrattuali che vengono fornite al momento della stipula del contratto di apertura, osservando, in modo particolare, le voci legate all’effettuazione di operazioni e quelle relative alla gestione del conto.
Fortunatamente, nonostante gli aumenti diffusi, è ancora possibile trovare un conto corrente costo zero, come l’offerta messa a disposizione dal colosso olandese ING, convenienti, a zero spese, che può essere aperta in filiale oppure online e che include una carta bancomat e permette di eseguire e principali operazioni via internet banking.
I dati estrapolati dal grafico fornito da Bankitalia mostrano come il canone base di un conto corrente, dal 2016 al 2017, sia passato da 28 a 31 euro.
Per quanto riguarda le carte di debito e credito, i costi delle prime sono saliti in media di 0,4 euro in un anno, salendo da 6,7 a 7,1 euro, mentre anche le seconde hanno visto lo stesso balzello di crescita passando da 4,1 a 4,5 euro.
A registrare aumenti dei costi sono state anche le operazioni riguardanti i versamenti di contanti e assegni, con un preoccupante +60%, mentre hanno visto aumenti vicini al 50% anche le commissioni necessarie per prelevare contanti allo sportello.
Non va di certo meglio a coloro che decidono di prelevare da uno sportello ATM di un’altra banca, che si sono visti imporre aumenti del 19%, ma come dicevamo in premessa il ritocco dei canoni ha toccato anche le carte di credito.
Fortunatamente alcune voci sono rimaste esenti da quest’ondata di ritocchi al rialzo, si tratta dell’accredito dello stipendio e della maggior parte delle operazioni che vengono effettuate online.








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