Ancora nel mirino di ignoti ladri l’istituto di Neuropsichiatria infantile Colli Grisoni di Bari. A denunciare l’accaduto gli operatori dell’Istituto che hanno denunciato l’ennesimo atto di vandalismo ed i continui furti subìti. Da ultimo quello di alcuni computer con, tra l’altro, anche dati sensibili degli utenti in trattamento.
“La nostra sede di lavoro in via Cotugno 47 – spiegano nella loro denuncia al sindaco di Bari Antonio Decaro – non possiede requisiti di sicurezza e norma per tutelare tanto gli operatori quanto l’utenza. Come sindaco attento e sempre in diretta comunicazione con i suoi cittadini, le chiediamo in primis di intervenire per informare tutta la comunità di questa ripetuta barbarie, che non rispecchia in alcun modo la popolazione che anche con lei sta cercando di crescere e che lede la cura dei cittadini stessi”.
E sulla mancanza di sicurezza interviene Irma Melini, candidata sindaco alle prossime elezioni amministrative.
“In verità il Colli – ha detto la Melini – struttura comunale gestita dalla Asl, non è affatto in sicurezza: i cancelli sono sempre aperti, le finestre a ghigliottina si aprono dall’esterno, non ci sono telecamere di videosorveglianza, manca un impianto antincendio ed è priva di un sistema di illuminazione esterna, senza contare i lavori di rifacimento mal terminati”.
Un centro di eccellenza dal punto di vista sanitario, diretto dal dottor Porcelli, ma completamente abbandonato a se stesso che oggi, dopo l’ennesimo furto, ha dovuto sospendere i servizi di assistenza ai piccoli pazienti.
“Chiedo con fermezza – ha sottolineato Irma Melini – che nelle prossime ore il direttore della Asl e il sindaco di Bari si adoperino per la messa in sicurezza degli ingressi, la sostituzione delle finestre pericolose per gli utenti, l’illuminazione esterna, l’installazione di telecamere, per disporre un presidio della polizia locale negli orari di chiusura e per ripristinare i computer e il macchinario che garantisce la pulizia interna della struttura rubato nella notte. È vergognoso che oltre venti medici, per lo più donne, ma anche genitori con bambini, lavorino e frequentino una struttura presa di mira da vandali, drogati e utilizzata di notte per i più disparati usi”.











