HomeCronacaMafia, in 5000 in marcia con Libera a Brindisi

Mafia, in 5000 in marcia con Libera a Brindisi

Cinquemila persone in marcia a Brindisi con Libera per la 24esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Alla testa del corteo i famigliari di alcune delle 63 vittime pugliesi delle mafie.

Per la prima volta oltre ai nomi delle vittime di mafia sono stati letti i nomi di chi è morto in Puglia per mano del caporalato: le cinque braccianti agricole di Ceglie Messapica morte tra il 1980 e il 1991, i 15 braccianti agricoli di origini africane, deceduti provincia di Foggia la scorsa estate.

Brindisi come città simbolo nella lotta alla mafia. Una città che ha sofferto molto la presenza della Sacra corona unita fino agli anni ’90.

Emiliano: “Stiamo investendo 11 milioni di euro in progetti di antimafia”

“È una giornata importantissima per tutta l’Italia – ha commentato Michele Emiliano durante il corteo brindisino –  ma in modo particolare per la Puglia, perché oggi non solo festeggiamo la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ma possiamo anche portare un risultato straordinario che ieri abbiamo ottenuto in consiglio regionale: l’approvazione della più moderna, completa e importante legislazione di antimafia sociale che l’Italia abbia mai visto. È una legge, quella pugliese, che ha mosso i suoi primi passi grazie a Stefano Fumarulo, che è stato, sia quando ero sindaco sia dopo, un mio stretto collaboratore nel contrasto alle mafie in Puglia e nella città di Bari. L’insieme dei provvedimenti che questa legge contiene consentirà alla Puglia di continuare il suo cammino di contrasto alle mafie, con le indagini e i processi come è normale che sia, ma sopratutto togliendo alle mafie il terreno preferito, quello dell’assenza dello Stato. Noi vogliamo colmare ogni assenza dello Stato, essere presenti e consentire una educazione antimafia di tutti i pugliesi sin dai primi anni della loro vita. Aver festeggiato il 21 di marzo con l’approvazione di questa legge è per noi un risultato  politico importantissimo, era uno dei pilastri del mio programma di governo”.

“Stiamo investendo 11 milioni di euro – ha proseguito il presidente della Regione – in progetti di antimafia che coinvolgeranno migliaia di ragazzi qui in Puglia con iniziative di vario genere che si collegano alle scuole, alle associazioni e che soprattutto costruiscono la mentalità del contrasto alla mafia non dopo eventi catastrofici o luttuosi, ma sempre, tutti i giorni. Questo è un lavoro che costruisce una coscienza, una resistenza popolare al proselitismo mafioso. Le mafie si insinuano sostenendo che lo Stato è inefficiente e assente. Noi cerchiamo di essere presenti ed efficienti. Naturalmente la fondazione, che porterà il nome di Stefano Fumarulo, sarà una fondazione d’eccellenza nello studio di tutte le strategie dell’antimafia sociale. La lezione di Don Ciotti, di Libera, di Avviso Pubblico, del contrasto alle mafie, ciascuno secondo la sua responsabilità, è per noi il punto di riferimento”.

La notizia dell’approvazione da parte della Regione Puglia della Legge sulla Legalità, regolarità amministrativa e sicurezza è stata accolta con un grande applauso da tutta la piazza: “Grazie al nostro presidente Michele Emiliano – ha detto dal palco un rappresentante dei familiari delle vittime – per averci portato mano per mano a questo momento. Per noi questa giornata è un simbolo di continuità e di impegno perché noi, come abbiamo promesso ieri, saremo al fianco delle istituzioni per far applicare in modalità fattiva questa legge”.

Gesmundo (Cgil): piazza bellissima, sconfiggere mafie precondizione per uno sviluppo vero e duraturo

“Una straordinaria piazza piena di giovani, lavoratori, pensionati, amministratori, associazioni e semplici cittadini, quell’antimafia sociale che deve fare rete sempre, ogni giorno, per contrastare sul piano culturale prima di tutto, e per chi ha ruoli e competenze sul piano operativo, l’azione della criminalità nella nostra regione”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, presente alla manifestazione regionale indetta quest’anno a Brindisi in occasione della Giornata della Memoria e dell’impegno promossa da Libera.

“Soprattutto al Sud e nella nostra regione, la legalità è il presupposto per creare condizioni tali da attrarre investimenti e creare nuova occupazione. La presenza di organizzazioni criminali è invece un deterrente in tal senso, inquina le economie locali, sottrae risorse alla collettività, produce insicurezza nei cittadini e sfiducia nelle istituzioni. Un’indagine che abbiamo commissionato ha misurato il 5,5 miliardi di euro ogni anno la quota di ricchezza che le economie illegali sottraggono a tutti, ai cittadini, alle imprese”.

A creare terreno fertile per le organizzazioni criminali “le condizioni di arretratezza e la mancanza di lavoro. Le mafie sfruttano il bisogno e la disperazione di tante persone. A pagare un prezzo altissimo sono i lavoratori coinvolti in questi circuiti criminali, in termini di sicurezza e salari. Serve la forte presenza dello Stato: sul versante del controllo e della repressione dei fenomeni mafiosi, ma anche sostenendo la crescita sociale ed economica dei territori del Mezzogiorno. Il buon lavoro, stabile, sicuro, ben retribuito, toglie dal ricatto di accettare un’occupazione qualunque essa sia, chiunque sia l’intermediario o il datore di lavoro. È un antidoto a ogni forma di illegalità e per questo rivendichiamo per le nostre regioni più lavoro e soprattutto più lavoro di qualità”

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