HomePoliticaRegione Puglia, riesaminato in commissione il ddl in materia di attività estrattive

Regione Puglia, riesaminato in commissione il ddl in materia di attività estrattive

Le Commissioni consiliari IV e V della Regione Puglia, in seduta congiunta, hanno riesaminato il disegno di legge “Nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. L’esito finale del riesame ha visto il voto favorevole espresso a maggioranza, con l’astensione dei consiglieri del M5S, FI e DIT.

Il provvedimento è tornato all’esame delle Commissioni referenti, a seguito della decisione assunta dalla conferenza dei presidenti, in occasione dell’ultima seduta consiliare che lo vedeva iscritto come punto all’ordine del giorno. Pertanto il rinvio del testo alle Commissioni si è reso necessario per approfondimenti, a causa delle numerose proposte emendative avanzate.

Il disegno di legge regionale ha come obiettivo l’aggiornamento organico della normativa vigente in materia, che fa tuttora riferimento alla legge regionale 22 maggio 1985, n. 37. Nel corso degli anni la Regione Puglia ha aggiornato la disciplina delle attività estrattive per venire incontro a diverse esigenze rivenienti dal mutato quadro di pianificazione, tutela e stato giuridico del territorio regionale e per riscontrare alcune legittime esigenze delle imprese operanti nel settore. Tale aggiornamento è stato effettuato principalmente attraverso la definizione dello strumento di pianificazione di settore, il PRAE, e, sul piano procedurale con l’istituzione dello Sportello Unico per le Attività Estrattive. Sono stati inoltre emanati altri provvedimenti (Regolamenti, Circolari, Direttive) volti a normare e disciplinare specifici aspetti della materia.

Il provvedimento legislativo mira ad una ridistribuzione delle competenze in materia di attività estrattive rispetto all’attuale assetto. Pertanto, vengono demandate ai comuni le competenze in materia di autorizzazione e vigilanza. Tale ridistribuzione sposta quindi le funzioni amministrative e di controllo sull’ente più prossimo al territorio interessato e mira a rafforzare e rilanciare l’azione regionale in materia di pianificazione e coordinamento del settore. Nell’ambito della ridistribuzione delle competenze, spetta alla Regione il nuovo compito di censire i numerosi siti estrattivi dismessi presenti sul territorio regionale, programmare e promuovere il recupero.

Tra gli emendamenti approvati, perlopiù di natura tecnica, presentati da esponenti sia delle minoranze che della maggioranza, quelli relativi agli articoli che sanciscono le definizioni e classificazione dei materiali di cava e assimilati, i contenuti del PRAE, le autorizzazioni all’esercizio dell’attività estrattiva, l’onerosità dell’esercizio, la domanda di autorizzazione, gli ampliamenti, approfondimenti e riattivazione di cava, gli obblighi e gli adempimenti dell’esercente, le pertinenze di cava e gli impianti connessi, il censimento delle aree estrattive o dismesse, le sanzioni amministrative.

Con un emendamento si è aggiunto un articolo al complessivo testo di legge, con cui si danno disposizioni in merito alla richiesta di autorizzazione per la coltivazione di giacimenti di cava ricadenti nelle aree individuate dal PRAE.

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Redazione
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