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Consiglio regionale, ok a due leggi su prestazioni professionali. Slitta il voto sulle fonti rinnovabili

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di legge “Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto di committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale”, presentata dal consigliere del M5S Cristian Casili.

Con questa legge si vuole riconoscere il valore sociale ed economico delle prestazioni rese dai professionisti su incarico dei privati e delle imprese, nell’ambito dei procedimenti volti al rilascio di titoli abilitativi. L’obiettivo che si intende perseguire è di contribuire alla riduzione dell’evasione fiscale imponendo la presentazione della fattura agli uffici della P.A..

La legge prevede che la presentazione dell’istanza autorizzativa debba essere corredata dalla lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente. È previsto anche che l’amministrazione, al momento del rilascio dell’atto autorizzativo debba acquisire la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà del professionista attestante il pagamento delle spettanze da parte del committente.

Nel corso della stessa seduta poi l’assise regionale ha ha approvato all’unanimità il disegno di legge contenente le norme in materia di equo compenso nell’esercizio delle professioni regolamentate.

La legge vuole garantire il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti dall’Amministrazione regionale, inclusi gli enti vigilati e/o controllati. Il disegno di legge si raccorda con la recente normativa nazionale che ha esteso il principio dell’equo compenso anche ai rapporti professionali con le pubbliche amministrazioni, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle attività amministrative.

Infine, dopo l’illustrazione da parte del consigliere proponente, Enzo Colonna, e la discussione generale, l’assemblea del Consiglio regionale ha deciso di rinviare l’esame del provvedimento in materia di promozione dell’utilizzo di idrogeno e disposizioni concernenti il rinnovo degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e per conversione fotovoltaica della fonte solare.

La proposta sarà discussa nella prossima seduta di Consiglio per consentire al Governo regionale di rispondere alle sollecitazioni dei consiglieri di opposizione Nino Marmo (FI) e Cristian Casili (M5s) e di presentare eventuali emendamenti.

L’obiettivo della proposta di legge – come spiegato da Colonna – è da un lato, promuovere la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e la dipendenza dai combustibili fossili, favorendo la chiusura dei cicli produttivi mediante la produzione di idrogeno da energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile. Dall’altro, favorire l’ammodernamento degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e solare, mediante la previsione di una disciplina dei procedimenti amministrativi relativi agli interventi di integrale ricostruzione, potenziamento, rifacimento e riattivazione degli impianti, in grado di offrire certezza regolamentare e semplificazione amministrativa e, al contempo, ridurre le ripercussioni negative sull’ambiente e il consumo del suolo, con un migliore inserimento degli impianti stessi nel contesto paesaggistico e naturale.

Il capogruppo forzista Nino Marmo ha rilevato in particolare il contrasto tra i pareri rilasciati dagli uffici regionali dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, la disponibilità irrisoria di risorse finanziarie e la previsione di incentivi che necessitano di regolamenti per essere attuati. Perplessità anche per quanto riguarda la creazione di un altro Piano, di un altro Osservatorio regionale e il mancato collegamento al quadro nazionale delle politiche energetiche previste nel piano nazionale e quindi nel piano regionale delle energie alternative.

L’esponente dei 5 stelle, Cristian Casili ha sollecitato la necessità di scongiurare che “per alcuni aspetti questa proposta sia percepita come un condono verso coloro che, in un modo o nell’altro, non hanno adempiuto e non adempiranno alle normative pianificatorie che nel tempo sono sopraggiunte nella nostra Regione”.

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