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Dai Moti di Stonewall ai Pride in tutto il mondo, per la lotta ai diritti inespressi

A 50 anni dai moti di Stonewall, le rivolte considerate simbolo della nascita del movimento di liberazione degli omosessuali, tante oggi sono le manifestazioni che si mobilitano in difesa dei diritti sull’eguaglianza sociale, in tutta l’Italia e in tutto il mondo. Il Bari Pride, così come tutte le altre manifestazioni in sostegno della Lgbt, rappresentano la concretizzazione di un processo storico in continua crescita alla lotta per la difesa di un amore libero, autentico, scevro da qualsiasi tipo di stereotipo e pregiudizio sociale, per ricordarci sempre che un vero cambiamento nel mondo è possibile solo se c’è e ci sarà giustizia sociale.

Le discriminazioni sugli omosessuali da sempre fanno parte della storia dell’umanità, con l’emergere delle prime teorie innatiste e durante tutto il ‘900 si diffuse la convinzione che essere omosessuale equivalesse non solo a un peccato dell’anima, ma anche ad una perversione, una malattia del sistema nervoso, di cui bisognava vergognarsene e ribellarla a tutti i costi, anche con la legge.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, i nazisti contrassegnavano gli omosessuali con un triangolo di stoffa rosa, per poi sterminarli nei campi di concentramento. Per non dimenticare, inoltre, anche le prime teorie psicologiche che ostentavano di trovare la causa di questo “malessere”, impegnandosi a riportare, a tutti i costi, l’individuo sulla strada di una guarigione inesistente che spesso richiedeva la prova di alcuni esperimenti, spesso molto spiacevoli. La svolta avvenne verso la fine degli anni ’60, in particolar modo durante la notte fra il 27 e il 28 giugno del 1969, quando la polizia di New York fece irruzione improvvisamente allo Stonewall Inn, uno dei piccoli locali più famosi della città, punto di riferimento per tutta la comunità Lgbt, per arrestare tutti coloro i quali erano privi dei documenti di identità e tutte le persone vestite con abiti del sesso opposto.

Successivamente la rivolta si accese tra la folla, continuando anche nei giorni seguenti, stimata in 2000 persone contro 400 poliziotti, al grido di “Gay Power!”. A luglio, dello stesso anno, si formò il Gay Liberation Front, e tra le  sue prime azioni ci fu l’organizzazione di una marcia contro la persecuzione degli omosessuali ed è per questo che da allora molti pride, in tutti il mondo, scelgono il mese di giugno per commemorare i moti di Stonewall e rivendicare i propri diritti.

Oggi i pride, a sostegno della comunità Lgbt, vengono considerate le parate dell’orgoglio, piene di colori, musica e tanta voglia di solidarietà, una sorta di manifesto di pace contro quel retaggio culturale che continua ancora a cavalcare la direzione opposta dei nostri diritti. Un momento di pace in cui tutti, indistintamente dall’orientamento sessuale o politico, dal genere o dal colore della pelle, decidono di partecipare per rivendicare il diritto innato all’affermazione del sé nel privato, nel personale, nel civile e nel politico, ma soprattutto in difesa del valore più importante, quello umano.

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Roberta Lobascio
Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.

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